Coca Cola inchiesta Report: fiumi d’acqua ad un prezzo irrisorio e protesta operai licenziati a Nogara

Coca Cola: fiumi d'acqua ad un prezzo irrisorio, l'inchiesta di Report e domani mobilitazione a fianco degli operai licenziati a Nogara.

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Coca Cola: fiumi d'acqua ad un prezzo irrisorio, l'inchiesta di Report e domani mobilitazione a fianco degli operai licenziati a Nogara.

Nella puntata di ieri 3 aprile 2017 della trasmissione Report, andata in onda su Rai 3, si è parlato della Coca Cola. Per produrre tale bevanda, infatti, c’è bisogno di tantissima acqua ma il prezzo praticato dalle autorità locali è una miseria rispetto al miliardo di fatturato che l’azienda realizza annualmente in Italia. Intanto, prosegue la mobilitazione a fianco dei 14 lavoratori licenziati a Nogara e in loro difesa domani 5 aprile 2017 scenderanno in campo i SiCobas e gli Ads Cobas.

Coca Cola: fiumi d’acqua ad un prezzo irrisorio, l’inchiesta di Report

Dall’inchiesta di Report, andata in onda ieri sera 3 aprile 2017, è emerso che per produrre la Coca Cola c’è bisogno di moltissima acqua. Purtroppo, però, nelle sedi italiane dove la Coca Cola possiede degli stabilimenti, il prezzo che viene praticato sulle concessioni delle falde è davvero irrisorio. La Multinazionale, infatti, paga dai 6 ai 30mila euro anni di canone rispetto ai miliardi di fatturato che realizza nel nostro paese. Inoltre la Coca Cola paga anche pochissime tasse (perché in perdita) ovvero dal 3 al 5%, grazie ad un sistema fiscale davvero articolato.

Coca Cola: domani 5 aprile mobilitazione a fianco dei lavoratori licenziati e arriva una nota a Report

Domani 5 aprile 2017 vi sarà una mobilitazione Si Cobas e Adl Cobas a sostegno dei quattordici lavoratori della Coca Cola licenziati a Nogara, tutti iscritti al sindacato base Adl Cobas.Il sindacato in una nota ha comunicato che da quasi un mese i lavoratori delle cooperative della logistica sono in sciopero. Alla fine di febbraio 2017, infatti, vi è stato un nuovo cambio di appalto all’interno del magazzino che ha portato all’esubero di 14 unità quasi tutte aderenti all’ADL Cobas. Secondo il sindacato questo sarebbe un allontanamento politico atto a colpire i lavoratori che, grazie a lotte, durate anni, sono riusciti a riportare la legalità nel magazzino.

Domani quindi proseguirà la lotta per difendere i diritti delle fasce più deboli che in questo modo vengono cancellati in maniera brutale. La lotta, però, è anche quella ambientale ovvero contro il modello produttivo della Coca Cola che usa quasi un miliardo e mezzo di litri di acqua per produrre le sue bevande a costo quasi zero e creando disservizi alla popolazione locale. E proprio per questo, e in difesa dei lavoratori, domani 5 aprile di fronte ai cancelli della Coca Cola di Nogara vi sarà una giornata di forte mobilitazione proclamata dalla ADL Cobas e Si Cobas.

Arriva la nota della Coca Cola sul licenziamento dei 14 operai

Alla trasmissione Report, prima della messa in onda del servizio sulla Coca Cola, è arrivata un nota della multinazionale riguardante il licenziamento dei quattordici operai di Nogara. La Coca Cola HBC Italia ha chiarito che le persone che stanno protestando non sono dei dipendenti dell’azienda bensì soci di una cooperativa ex fornitrice del partner logistico Kuehne&Negel. La Multinazionale ha comunicato poi di sapere che il Consorzio Vega, ovvero il nuovo partner logistico, ha proposto ai quattordici lavoratori il ricollocamento presso altri siti sempre della provincia di Verona e alle stesse condizioni contrattuali.

Nella nota, poi, si evince che, a causa del danneggiamento della barriere di protezione e di copertura del magazzino ma sopratutto per il rischio di incolumità dei manifestanti, la Coca Cola potrebbe essere costretta, dopo quaranta due anni di storia, a sospendere le attività. In merito alle colluttazioni, poi, l’azienda ha comunicato di non aver mai chiesto l’utilizzo di taser o strumenti simili. Infine la Coca Cola ha comunicato di aver fornito agli investigatori tutti i materiali e i video a disposizione per accertare i fatti. Per info ma di politica estera, leggete anche: Le Pen vince le elezioni in Francia, mercati riaprono nel panico, poi che succede?

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