Cipro: rischio corsa ai depositi, guardie armate a difesa delle banche

Cartoline da Cipro: colonne di tir carichi di euro vanno a rifornire le banche. Assunte decine di guardie private inglesi per impedire l'assalto agli istituti da parte dei cittadini. Forti restrizioni sui capitali e la borsa di Cipro resta comunque chiusa

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Cartoline da Cipro: colonne di tir carichi di euro vanno a rifornire le banche. Assunte decine di guardie private inglesi per impedire l'assalto agli istituti da parte dei cittadini. Forti restrizioni sui capitali e la borsa di Cipro resta comunque chiusa

Dopo 12 giorni di chiusura imposta dalla Banca Centrale di Cipro, sull’isola oggi riaprono le banche alle ore 12 locale. E per evitare una corsa agli sportelli e il conseguente ritiro dei depositi da parte dei risparmiatori, il governo di Nicosia ha approvato alcune norme fortemente restrittive sui movimenti bancari per impedire la fuga di capitali.  

Cosa succede a Cipro?

Non potranno essere prelevati dai bancomat o effettuati pagamenti con assegni oltre 300 euro al giorno, anche se sopra questa cifra gli assegni potranno lo stesso essere incassati, ma non cambiati. Nessun limite all’utilizzo della carta di credito sull’isola, ma all’estero sono vietati pagamenti superiori ai 5 mila euro al mese da parte dei cittadini ciprioti. E ancora: i viaggiatori di Cipro non potranno portare con sé all’estero più di mille euro, mentre verranno monitorate tutte le operazioni su base individuale superiori ai 5 mila euro. Niente riapertura, invece, per la Borsa di Cipro, che ancora oggi resta chiusa. Mai simili misure erano state adottate nell’Eurozona, specie dopo che sono stati coinvolti pure i depositi oltre i 100 mila euro nelle perdite da ristrutturazione delle banche.  

Il governo Cipriota non si fida della sua polizia e assume guardie inglesi

E si apprende anche che a presidio delle banche saranno schierate 180 guardie britanniche, assunte dal governo tramite l’agenzia G4S, al fine di controllare le file. Insomma, come se gli sfortunati risparmiatori di Cipro fossero diventati i ladri della situazione e non viceversa. Stanotte, poi, sono stati avvistati alcuni camion carico di euro, che hanno rifornito gli istituti, in previsione del massiccio smobilizzo di capitali, pur entro i limiti introdotti dal governo e che dovrebbero avere una durata temporanea, sebbene difficilmente il Paese potrà tornare presto alla normalità con una crisi economico-finanziaria di tale portata. Temporaneamente l’orario di apertura degli istituti è stato fissato dalle ore 12 alle ore 18, ma dovrebbe tornare al consueto nei prossimi giorni. Gli occhi del mondo intero sono puntati oggi, quindi, su Nicosia. L’effetto psicologico delle immagini di un assalto dei clienti alle banche potrebbe essere drammatico e dirompente e portare a un clima di panico in tutta l’Eurozona, specie negli stati del Sud, Italia compresa, alle prese con problemi simili di sostenibilità del debito sovrano e del sistema creditizio. Piazza Affari ha aperto stamane in leggera flessione, mentre lo spread BTp-Bund si è portato a quota 355 punti base, anche in vista del fallimento quasi certo delle consultazioni di Pierluigi Bersani, che oggi salirà al Colle, rinunciando all’incarico di formare un governo. Due elementi – la crisi di Cipro e la situazione italiana – che ci portano a ritenere che oggi sarà una seduta di passione in borsa e sul mercato monetario. D’altronde, siamo nella settimana di Pasqua.

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Argomenti: Economie Europa