Cipro, la pietra tombale del mito dell’UEM

Per Ambrose Evans Pritchard sul Telegraph la crisi di Cipro dà una conferma importante che la UEM non funziona, ma la vera svolta si avrà in Italia

di Carmen Gallus, curatrice Dall'Estero, pubblicato il
Per Ambrose Evans Pritchard sul Telegraph la crisi di Cipro dà una conferma importante che la UEM non funziona, ma la vera svolta si avrà in Italia

The Telegraph – Il regime punitivo imposto a Cipro è un inganno per tutte le persone coinvolte in questa squallida saga, per il popolo cipriota e il popolo tedesco, contro i creditori e i risparmiatori. Tutti sono stati ingannati. Non è un bail-out. Non vi è alcuna riduzione del debito per lo stato di Cipro. Il diktat spingerà il rapporto debito/Pil dell’isola al 120% in breve tempo, con un alto rischio di una spirale di morte economica in stile greco. I controlli sui capitali hanno mandato in frantumi l’unità della UEM. Un euro cipriota non è più uguale a un euro del centro. Aspettiamo di sentire le storie dei primi negozi in tutta Europa che si rifiuteranno di accettare le banconote in euro emesse da Cipro, quelle con una G nel numero di serie. I vincoli sono draconiani. Ci sarà un rinnovamento forzato del debito. Gli assegni potranno non essere incassati. Il commercio transfrontaliero di base è fortemente ridotto. Le carta di credito usate all’estero saranno limitate a € 5.000 (€ 4.200) al mese. “Ci chiediamo come alla fine si potranno allentare i controlli sui capitali se il problema di fondo non sarà risolto,” ha dichiarato Credit Suisse. La complicità delle autorità della UE col piano originario di violare i risparmi bancari assicurati – fermato solo dalla rivolta del parlamento Cipriota – lascia il sospetto che se i leader degli stati creditori pensano che farlo sia nel loro interesse immediato, potrebbero portar via i soldi a chiunque. L’unione monetaria europea è diventata un pericolo per la proprietà.   MODELLO CIPRO – Si può solo sorridere di fronte alle dichiarazioni del capo dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem che si è lasciato sfuggire che il pacchetto cipriota rappresenta un modello per i futuri salvataggi dell’UEM, con possibili haircut per i “titolari di depositi non assicurati.” Non è questo il copione. Cipro si suppone che debba essere un caso speciale. Eppure la “Bomba Dijssel” si limita a confermare che i poteri dei creditori – le persone che guidano l’UEM in questo momento – se si arriverà mai al dunque, imporranno proprio una politica del genere sul resto del Club Med. Allo stesso tempo, il blocco tedesco sta mentendo alla sua stessa gente sui costi reali di tenere insieme l’euro. L’accordo finge di proteggere i contribuenti degli stati creditori dell’UEM da perdite future. Raccogliendo € 5,8 miliardi dai conti di risparmio, ha ridotto la cifra del salvataggio della Troika UE-FMI a € 10 miliardi. Si tratta di giochi di prestigio. Hanno semplicemente scambiato il costo della nuova linea di credito per Cipro con la Banca Centrale Europea. La BCE dovrà compensare la corsa agli sportelli al rallentatore di Cipro con la sua Emergency Liquidity Assistance (ELA), e questa è probabilmente una grossa fetta dei rimanenti 68 miliardi di € di depositi dopo quanto è successo nelle ultime due settimane. Gran parte di questo si vedrà nel bilancio della Bundesbank e dei suoi pari attraverso il sistema dei pagamenti BCE TARGET2. Il denaro uscirà da Cipro, a meno che la Troika non cerchi di circondare l’isola con filo spinato. “Si risparmiano € 5,8 miliardi di bail-out, ma gli altri paesi della zona euro dovranno probabilmente pagare quattro o cinque volte tanto in sopravvenienze passive. Ma, ovviamente, la prima modalità rappresenta per i politici dei soldi veri che danno il mal di testa, mentre la seconda è moneta di monopolio della banca centrale” ha detto Marchel Alexandrovich, di Jefferies. La cancelliera Angela Merkel farà qualsiasi cosa prima delle elezioni di settembre per nascondere il vero costo del progetto dell’UEM. E’ stato chiaro sin dall’agosto 2012 che lei è disposta a permettere alla BCE di effettuare i salvataggi di nascosto, come il minore dei mali. Questo lavoro è invisibile al pubblico tedesco. Non richiede il voto del Bundestag. Aggira la democrazia. Angela Merkel può passarla liscia, basta che Cipro non lasci l’UEM e vada in default sui crediti TARGET2 della Bundesbank, anche se si sa che potrebbe accadere.   CRISI DI CIPRO – “Non sarei sorpreso di vedere un calo del 20% del PIL reale,” ha detto il Nobel per l’economia Paul Krugman. “Cipro dovrebbe uscire dall’euro. Rimanere significa anni di depressione incredibilmente grave.” “Nessuno sa che cosa succederà. L’economia potrebbe andare in caduta libera” ha detto Dimitris Drakopoulos, di Nomura. Il paese ha appena perso la sua principale attività, un sistema bancario con un patrimonio pari a otto volte il PIL, e ha poco con cui sostituirlo. Cipro non può sperare di recuperare la sua vitalità con un boom turistico, perché l’adesione all’UEM l’ha resa scandalosamente costosa. Turchia, Croazia o Egitto sono molto più economici. La produzione manifatturiera è solo il 7% del PIL. Il FMI dice che l’indice del costo del lavoro è cresciuto ancora più velocemente che in Grecia, in Spagna o in Italia dalla fine degli anni ’90. Ciò che ha salvato l’Islanda dalla disoccupazione di massa dopo il crollo delle sue banche – o ha salvato la Svezia e la Finlandia nei primi anni ’90 – è stata una svalutazione della moneta che ha fatto rinascere le industrie morenti. La corona islandese è scesa abbastanza da rendere conveniente coltivare pomodori in serra per venderli vicino al Circolo Polare Artico.   ECONOMIA CIPRO – Se Cipro cercherà di recuperare la competitività con una “svalutazione interna”, porterà la disoccupazione a livelli greci (27%) e porterà l’economia a contrarsi così velocemente da far esplodere il rapporto debito/Pil. Christine Lagarde del FMI ha dato la sua benedizione all’accordo della Troika, pretendendo che il pacchetto riporterà Cipro in piena salute, con il debito pubblico al di sotto del 100% del PIL entro il 2020. Eppure, il Fondo ha già rappresentato questa farsa in Grecia, e il suo stesso staff ha screditato la dottrina che sta dietro alle misure anti crisi dell’UEM. Ha mostrato che il “moltiplicatore fiscale” è tre volte più alto di quanto previsto per il blocco Club Med. L’austerità oltre la dose terapeutica è controproducente. Alcuni a Nicosia si aggrappano alla speranza che Cipro possa andare avanti come un gateway finanziario per i russi e i kazaki, come se nulla fosse accaduto. RBS dice che i russi ritireranno ciò che resta dei loro soldi da Cipro “non appena i controlli sui capitali saranno allentati.”   PRELIEVO FORZOSO CONTI CORRENTI CIPRO – La volontà delle autorità Cipriote della scorsa settimana di prendere soldi da chiunque in qualsiasi banca di Cipro – anche le banche sane – è stato un atto di follia di stato. Scopriremo nel corso del tempo se questo epico errore ha distrutto la fiducia nel paese come centro finanziario, o se parti del settore finanziario e dei servizi legali possono ancora recuperare. Ma sicuramente non si può tornare indietro al vecchio modello, anche se il pacchetto finale limita le perdite alle due banche che sono effettivamente in difficoltà. I risparmiatori oltre i 100.000 € della Laiki perderanno l’ 80% dei loro soldi, se non otterranno nulla in cambio. Quelli della Banca di Cipro perderanno il 40%. Migliaia di piccole imprese stanno cercando di resistere contro il sequestro dei loro fondi operativi. Un cipriota mi ha detto che i 400.000 € del conto trading di suo padre a Laiki erano appena stati congelati, rendendogli impossibile pagare una società egiziana per una partita di scarpe. La débacle di Cipro ci ha insegnato ancora una volta che l’UEM è andata fuori dai binari, è una minaccia per la stabilità, e dovrebbe essere smantellata prima che distrugga l’ordine Europeo del dopo guerra. Che si tratti di un momento di svolta nella crisi, è un altro discorso. Italia, Spagna, Francia e Portogallo hanno le loro proprie crisi, che si muovono secondo i loro tempi. L’epilogo avverrà quando le democrazie dell’Europa meridionale concluderanno che la ripresa è una falsa promessa e che l’unico modo per porre fine alla disoccupazione di massa è quello di liberarsi del regime recessivo dell’UEM. Si deciderà in Italia, non a Cipro.   Articolo originale: Cyprus has finally killed myth that EMU is benign

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