Cipro è salva, i risparmiatori solo a metà

Le Borse festeggiano l'accordo. Evitato il prelievo forzoso sui conti correnti di Cipro ma i risparmiatori facoltosi saranno ancora più penalizzati e comunque tutti dovranno attendere lo sblocco dei prelievi

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Le Borse festeggiano l'accordo. Evitato il prelievo forzoso sui conti correnti di Cipro ma i risparmiatori facoltosi saranno ancora più penalizzati e comunque tutti dovranno attendere lo sblocco dei prelievi

Dopo un lavoro di preparazione di dodici ore, l’Eurogruppo di ieri ha trovato un accordo per il salvataggio di Cipro. E contrariamente all’ipotesi di una stangata sui depositi bancari, il prelievo forzoso sui conti correnti scompare, almeno nella versione di una tassazione. Perché ad esaminare il piano B messo in atto da Bruxelles dopo la bocciatura di quello A da parte del Parlamento di Nicosia, forse i risparmiatori ciprioti avranno qualche motivo in più per piangere.  

Banche di Cipro: la Laiki Bank sarà liquidata

La Laiki Bank, conosciuta anche come Popular Bank of Cyprus, sarà liquidata, dato il suo stato finanziario disastroso. Azionisti, obbligazionisti e depositi sopra i 100 mila euro subiranno le relative perdite, mentre non saranno toccati i depositi garantiti fino a 100 mila euro, che confluiranno nella “good bank” di Bank of Cyprus, rimanendo congelati fintanto che non sarà effettuata la ricapitalizzazione richiesta. Diverso il destino per quest’ultima, che in cambio dell’assunzione dei debiti della Laiki verso la BCE, otterrà i suoi asset positivi, con tutti quelli negativi degli istituti ciprioti a confluire in una “bad bank”. Anche in questo caso, azionisti, obbligazionisti e depositi non garantiti subiranno perdite sostanziose, con in cambio la possibilità di convertire in azioni i conti sopra i 100 mila euro. La Banca Centrale di Cipro non ha ancora dato nuovi ordini sui tempi di chiusura delle banche nell’isola, per cui varrebbe il divieto di apertura fino a domani. Tuttavia, per evitare l’assalto agli sportelli e la fuga dei capitali, è stato imposto un prelievo massimo quotidiano ai bancomat di 120 euro per i correntisti di Bank of Cyprus e di 100 euro per quelli di Laiki.  

Correntisti Cipro, ecco cosa perderanno i depositanti

Ora, rispetto al piano bocciato da Cipro, grosso modo la situazione potrebbe essere peggiorativa per gli interessi dei clienti bancari dell’isola. Se è vero, infatti, che in questo piano di salvataggio non saranno toccati i depositi fino a 100 mila euro – cosa che escluderà dalle perdite la maggioranza della clientela – tuttavia, per i depositanti di cifre sopra i 100 mila euro la batosta sarà chiaramente maggiore finanche dell’ipotesi di un prelievo forzoso del 20%, come ancora circolava ieri sera a Bruxelles (4% per i depositi sopra 100 mila euro di Bank of Cyprus). In quel caso, infatti, era prevista la conversione in azioni della banca della parte prelevata sui depositi tramite l’imposizione fiscale. Da oggi, invece, sappiamo che al di sopra dei 100 mila euro le perdite potrebbero essere totali, visto che potrebbe essere convertito in teoria anche tutto il risparmio in azioni. le quali varranno chiaramente carta straccia, almeno nel breve e medio termine. Non solo. Se è corretto che anche i depositi non garantiti di Laiki subiscano le perdite della liquidazione, sappiamo anche che gli stessi correntisti di cifre fino a 100 mila euro si dovranno accollare comunque un onere, ossia l’impossibilità di ritirare i risparmi finché non sarà stata attuata la ricapitalizzazione di Bank of Cyprus.  

Crisi di Cipro: evitata la caduta del tabù sull’intangibilità dei depositi

In definitiva, non è vero che l’accordo di stanotte abbia evitato una stangata a carico dei risparmiatori ciprioti. Semmai ha evitato di infrangere il tabù dell’intangibilità dei depositi, cosa che avrebbe potuto scatenare il panico sia sull’isola, che nel resto del Vecchio Continente. Ma in ogni caso ci saranno perdite e gli stessi russi, i cui depositi ammontano a quasi la metà del totale, non sfuggiranno alla tagliola, che assumerà le forme di una conversione dei risparmi in azioni dal valore nullo. L’obiettivo di Bruxelles è di ridimensionare il sistema bancario di Cipro, malato di gigantismo. I suoi asset valgono oggi circa 8 volte il pil della piccola repubblica, con i soli crediti in sofferenza pari al 150% del pil. Entro il 2018, quindi, si dovrà tendere a dimensioni simili alla media europea. Dunque, la ristrutturazione è necessaria e non passerà più per un voto del Parlamento di Nicosia. Non si tratta, infatti, di imporre una tassa, bensì di un atto amministrativo. Cambia la forma, ma la sostanza resta simile, se non peggio per gli interessi dei correntisti.

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