Cipro e il denaro degli oligarchi russi. Germania contro aiuti

Berlino frena sul bailout: niente salvataggio del denaro dei russi. Cipro va verso un inevitabile fallimento?

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Berlino frena sul bailout: niente salvataggio del denaro dei russi. Cipro va verso un inevitabile fallimento?

La crisi di Cipro sta diventando un altro oggetto di scontro a Bruxelles, dove i tedeschi guidano il fronte contrario al salvataggio dell’isola. Nicosia è stata travolta dalla crisi della Grecia, economia con la quale è molto integrata, con le sole Bank of Cyprus e Cyprus Popular Bank esposte verso debitori greci per 17,5 miliardi, il 100% del pil cipriota (Perchè il crac di Cipro fa paura all’Europa).  

Pil Cipro e debito in sofferenza: numeri preoccupanti

E stando agli ultimi calcoli della Commissione, il Paese avrebbe bisogno di 17,5 miliardi di euro di aiuti finanziari, di cui 12 miliardi per salvare le banche, penalizzate anche dal taglio dei bond ellenici. I dati mostrano lo stato difficile in cui versa Cipro: le sue banche hanno asset per 152 miliardi, 8,5 volte il pil dell’isola, mentre i crediti in sofferenza ammonterebbero a 23 miliardi, il 127% del pil e il 27% degli impieghi, cifra peggiore che in Grecia.  

Aiuti a Cipro: le ragioni del “nein” tedesco

Ma all’Eurogruppo della scorsa settimana, lo scontro tra il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, e il governatore della BCE, Mario Draghi è stato durissimo. Quest’ultimo non ha preso bene la volontà del governo tedesco di rinviare al futuro qualsiasi decisione su un bailout di Cipro, il quinto dopo Grecia, Irlanda, Portogallo e le banche spagnole. Tuttavia, la Germania si mostra risoluta e più compatta che mai al suo interno nel dire no a nuovi aiuti. Gioca un ruolo preminente senza dubbio il clima pre-elettorale (si vota per le politiche a settembre), ma anche una peculiarità dell’economia isolana che non piace ai tedeschi, di maggioranza e opposizione. Secondo un’informativa di Berlino, le banche cipriote avrebbero depositi di oligarchi russi per ben 26 miliardi di euro, pari al 150% del pil del piccolo stato mediterraneo. Una quantità enorme di denaro, che i contribuenti tedeschi non potranno salvare con i loro soldi, spiega il segretario dell’opposizione crisi di ciprodell’SPD, Sigmar Gabriel, pur favorevole da sempre ai salvataggi. Sulla stessa linea anche i conservatori del centro-destra, che alzano le barricate contro la possibilità che il cancelliere Angela Merkel porti al Bundestag un testo contenente gli aiuti per Nicosia. Ad oggi non ci sarebbe una maggioranza favorevole e “ci vorranno ottime ragioni per spingerci ad approvarlo”, spiega Gabriel, “ma che al momento non si vedono”. Una bocciatura del Bundestag equivarrebbe a uno stop al bailout, in quanto la Germania con il suo 29% di peso tra i contribuenti dei fondi Efsf-ESM, avrebbe il potere di bloccare il salvataggio, per il quale è necessaria una maggioranza qualificata del 73,9%. Per questo, il cancelliere sta cercando di trattare a Bruxelles e ha chiesto al governo cipriota di approntare un piano di intense riforme economiche, tra cui le privatizzazioni, in cambio degli aiuti. Piano respinto dal presidente Dimitri Christofias, il quale non più tardi di due settimane fa ha ribadito di volere essere “un comunista fino all’ultimo respiro”, pur decidendo di non ripresentarsi alle prossime elezioni indette per il 17 febbraio.  

Default Cipro: il rischio resta altissimo

cipro europaIntanto, l’agenzia di rating Moody’s ha declassato i bond ciprioti da B3 a Caa3 (debito fortemente speculativo), con la previsioni di ulteriori “downgrades”. Un mese fa, S&P aveva abbassato il rating da B a CCC+, lasciando aperta l’ipotesi del fallimento e di altri declassamenti. E l’economia del Paese potrebbe tracollare nei prossimi mesi, con la finanziaria che ha inasprito la pressione fiscale e introdotto tagli alla spesa per ridurre il deficit. Come conseguenza, il pil potrebbe scendere tra il 2,4% e il 3,5% quest’anno e la disoccupazione era già al 12,2% a settembre, mentre quella giovanile ammonta al 25%. Il default è stato rinviato a dicembre solo grazie ai 2,5 miliardi di euro che i russi hanno prestato a Nicosia al tasso annuo del 4,5% e senza condizioni. E l’isola di quest’amicizia con Mosca si fa forte, ma degli aiuti di Bruxelles avrà bisogno da qui a fine marzo, se vorrà evitare il fallimento.

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Argomenti: Economie Europa