Cinema, teatri e luoghi di svago chiusi: spettacolo in protesta dopo nuovo Dpcm

La protesta del mondo dello spettacolo dopo le chiusure fino al 24 novembre.

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Cinema e teatri chiusi nuovo Dpcm

Il nuovo Dpcm del 25 ottobre ha scatenato parecchi malumori. Nel nuovo decreto infatti si dispone la chiusura di cinema, teatri e luoghi di svago fino al 24 novembre. I contagi da coronavirus si stanno aggravando e per questo il Governo ha deciso di inasprire le regole per non arrivare ad un vero e proprio lockdown

La lettera dell’Agis

Ad intervenire contro il Dpcm del 25 ottobre, è l’Agis, l’Associazione generale italiana dello spettacolo. Il Presidente Carlo Fontana, ha scritto una lettera al premier Conte e Dario Franceschini: 

«Esprimiamo la nostra contrarietà, insieme a larghissima parte dell’opinione pubblica, rispetto alla ipotesi prevista nel Dpcm in merito alla sospensione delle attività dei teatri, dei cinema e dei luoghi di spettacolo. Una nuova chiusura delle attività del settore comporterebbe un colpo difficilmente superabile ed una drammatica ricaduta sulle decine di migliaia di lavoratori ed artisti, già al limite del sostentamento a causa del crollo del reddito. Si tratterebbe di una scelta devastante per l’intero Paese». 

La risposta di Franceschini

La risposta di Franceschini non è tardata ad arrivare su Twitter dove ha sottolineato che si tratta di: “Un dolore la chiusura di teatri e cinema. Ma oggi la priorità assoluta è tutelare la vita e la salute di tutti, con ogni misura possibile. Lavoreremo perché la chiusura sia più breve possibile e come e più dei mesi passati sosterremo le imprese e i lavoratori della cultura”. 

Intervistato dal Corriere della Sera, Franceschini ha ribadito che la priorità in questo momento è ridurre la mobilità delle persone, considerando che la maggior parte dei contagi avvengono in famiglia è fondamentale ridurre al massimo i contatti. In merito ad una riapertura prima di Natale, il ministro non se la sente di fare previsioni: “Più le misure sono drastiche, più è possibile rallentare la curva del contagio.

Non bastano gli interventi del governo, delle Regioni, dei sindaci. Serve il comportamento delle persone” ha detto. 

Intanto il mondo dello spettacolo, del cinema e del teatro sono sul piede di guerra a causa delle nuove chiusure, che seguono quelle avvenute la scorsa primavera e che hanno già danneggiato il settore.

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