I cibi avranno sempre meno nutrienti: l’inchiesta di Harvard che svela il futuro alimentare tra economia globale e cambiamenti climatici

Uno studio di Harvard, poco discusso in Italia, spiega come i cibi perderanno nutrienti a causa dell'economia globale e dei cambiamenti climatici. Scenari.

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Uno studio di Harvard, poco discusso in Italia, spiega come i cibi perderanno nutrienti a causa dell'economia globale e dei cambiamenti climatici. Scenari.

Uno studio dell’Università di Harvard, pubblicato sulla prestigiosa rivista Environmental Health Perspectives, spiega chiaramente quali possano essere le connessioni tra economia globale e cambiamenti climatici nel futuro alimentare umano: qualora non si dovessero limitare le emissioni di CO2, perseguendo un mantra di espansione economica pressoché ‘suicida’, e dunque, i cambiamenti climatici e il surriscaldamento globale dovessero ‘incattivirsi’, allora gli stessi nutrienti contenuti nei cibi perderebbero di qualità, con gravi conseguenze per il genere umano. Lo studio riguarda in particolar modo il nodo delle ‘proteine’.

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I cibi perderanno nutrienti – i dati e l’analisi

Si ritiene comunemente che le proteine siano presenti soltanto in alimenti di origine animale (carne e pesce), mentre cibi come il riso e il grano ne sono particolarmente ricche. Inoltre, riso e grano rappresentano la base della piramide alimentare di tutte le popolazioni del globo, soprattutto di quelle più ‘povere’: ebbene, l’aumento delle emissioni di anidride carbonica ha un effetto che non era stato studiato precedentemente, ridurre la quantità di proteine presenti in riso e grano. Nello studio si afferma chiaramente che, entro il 2050, le popolazioni di 18 paesi del mondo potrebbero perdere fino al 5% delle proprie proteine, con drammatiche ripercussioni sulla salute. Ecco alcuni dati:

l’orzo perderà il 14,6% del proprio contenuto proteico

il grano il 7,8%

il riso il 7,6%

le patate il 6,4%

Lo studio è da considerarsi particolarmente affidabile e, per correttezza di informazione, spiegheremo come è stato svolto: ebbene, la sperimentazione è avvenuta in ‘campo aperto’, alcune piantagioni sono state infatti esposte a una concentrazione più elevata di CO2, dopodiché sono stati effettuati i rilievi.

I risultati sono quelli che abbiamo esposto poco sopra.

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I cibi perderanno nutrienti – le motivazioni e i cupi scenari

Interessante anche un altro aspetto: gli studiosi di Harvard hanno notato empiricamente quanto abbiamo raccontato, ma resta un mistero la motivazione. Si suppone che una maggiore concentrazione di anidride carbonica comporti un aumento della componente di amido all’interno delle piante, portando di conseguenza alla diminuzione delle proteine. Ma quali sono gli scenari futuri? Ebbene, ad essere maggiormente colpiti saranno i paesi in cui la quantità di proteine è già particolarmente bassa: l’Africa subsahariana e l’Asia meridionale. Insomma, l’economia globale dovrebbe pensare a un cambio di rotta ‘reale’, ma è altrettanto vero che il mantra del profitto vive del qui ed ora, con una falsa (mancanza di) coscienza delle conseguenze a cui si sta andando in contro.

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