Chi è Carlo Cottarelli, l’economista convocato da Mattarella dopo la rinuncia di Conte

Alle 11.30 la convocazione in Quirinale di Carlo Cottarelli, il dopo Conte e Savona e di Lega e 5 Stelle.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Alle 11.30 la convocazione in Quirinale di Carlo Cottarelli, il dopo Conte e Savona e di Lega e 5 Stelle.

L’Italia sta vivendo uno scontro istituzionale mai visto. Dopo che Mattarella ha imposto il veto su Savona, facendo saltare di fatto il Governo Lega-5 Stelle con la conseguente rinuncia di Giuseppe Conte come premier, si attende oggi la convocazione al Quirinale di Carlo Cottarelli che dovrebbe dare vita ad un Governo tecnico fino alle prossime elezioni, urlate a gran voce da Salvini mentre Di Maio chiede l’impeachment del Presidente della Repubblica.

Chi è Carlo Cottarelli

Economista, 64 anni, fu nominato nel 2013 da Enrico Letta come Commissario straordinario per la Revisione della spesa pubblica con il compito di evitare gli sprechi della pubblica amministrazione. Nel suo dossier si parlava di potenziali risparmi quantificati in 32 miliardi. Un anno dopo fu chiamato da Matteo Renzi  che lo assegnò al Fondo Monetario Internazionale come esperto di funzionamento di apparati fiscali. In quel periodo rilasciò un’intervista al Corriere in cui disse che  “Una cosa che mi ha reso molto difficile il lavoro a parte le difficoltà politiche di fronteggiare certi temi, ma quelle ci stanno, è stato il mondo burocratico romano”.

25 anni a Washington

Laureato in Scienze Economiche e Bancarie presso l’Università di Siena, vanta anche un master in Economia presso la London School of Economics. Negli anni ‘80 ha avuto incarichi anche presso la Banca d’Italia e a Washington dove è rimasto per 25 anni per lavorare al Fondo monetario internazionale. Nel 1981 ha iniziato nel Servizio Studi della Banca d’Italia poi nel 1988 come direttore degli Affari Fiscali, è stato anche capo della delegazione del Fmi in Ungheria, Turchia, Regno Unito e Italia. In seguito, dopo l’esperienza con Letta e Renzi, ha assunto la carica di direttore dell’Osservatorio sui conti pubblici italiani dell’Università Cattolica di Milano e non ha mai nascosto la sua posizione sulla spesa pubblica e la riduzione del deficit.

Durante la campagna elettorale ha più volte sostenuto e sottolineato la mancanza delle coperture per le misure previste dal contratto Lega-M5S palesando il pericolo dell’aumento del debito pubblico per l’Italia e ribadendo che non si può avviare crescita e occupazione attraverso l’aumento del debito. La sua linea impone che il debito vada ridotto puntando alla crescita e mantenendo un avanzo primario. Contrario all’uscita dell’Italia dall’Euro, di recente aveva dichiarato alla Stampa: “L’Italia deve approfittare di questa fase di crescita per rafforzare i conti pubblici razionalizzando la spesa. Se no quando prima o poi le condizioni peggioreranno il debito ricomincerà a salire rispetto al Pil e ripartirà la speculazione contro di noi”.

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