Check-in Ryanair, cambia tutto: ecco le nuove regole dal 13 giugno, monta la polemica

Ryanair ha deciso di introdurre nuove regole per il check-in che sarà gratis solo entro un certo tempo, monta così la polemica social.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Ryanair ha deciso di introdurre nuove regole per il check-in che sarà gratis solo entro un certo tempo, monta così la polemica social.

Scoppia un nuovo caso Ryanair, la compagnia low-cost più famosa nel continente europeo. Il vettore irlandese ha deciso di introdurre nuove regole per il check-in, andando a rivoluzionare una fase del pre-volo molto importante. Già a inizio anno la compagnia di Michael O’Leary aveva modificato in maniera sensibile il regolamento interno. A rimetterci erano stati i bagagli a mano (i classici trolley), che da quel momento in avanti non potevano più salire in cabina, se non pagando. Le novità riguardarono anche i posti a sedere per chi viaggia in coppia. Se prima era sufficiente prenotare contemporaneamente o per due persone per avere assicurato il posto accanto, da gennaio occorre invece pagare: 4 euro un posto normale (di solito nelle ultime file), prezzo che sale se si avvicina alla cabina del pilota e si desidera avere più spazio per i piedi.

Nuove regole per il check in

Dal 13 giugno, chi viaggia con Ryanair e non ha intenzione di acquistare né l’imbarco prioritario né i posti a sedere vedrà ridursi il tempo a disposizione per il check-in alle sole 48 ore prima del volo. Oggi, invece, i passeggeri “normali” hanno tempo fino a quattro giorni prima. Se non si dovesse riuscire a fare il check-in entro le due ore prima del volo, in aeroporto si dovrà pagare la cifra di 55 euro (25 euro per i neonati). Non esattamente il volo low-cost che si era immaginato prima della partenza.

La posizione di Ryanair

Nonostante sul web già monti la polemica, il vettore irlandese ci ha tenuto a precisare che il nuovo check-in (il cui debutto è previsto dal prossimo 13 giugno) andrà a favorire coloro che sono intenzionati ad acquistare il biglietto prioritario o i posti a sedere, permettendo a quest’ultimi di avere una maggiore libertà di scelta sulla sistemazione. D’altronde, con 60 giorni a disposizione prima del volo sarà impossibile non trovare il posto migliore.

Il caso dei sussidi

Di recente un articolo di Agi aveva messo in rilievo come alcuni aeroporti italiani: Bari, Brindisi, Crotone, Trapani, Alghero, Ancona, Ciampino, Bergamo etc siano sotto il controllo delle compagnie low cost grazie ai contributi pubblici concessi sotto forma di incentivi. Le low cost decidono di volare su uno scalo portando lavoro e turismo e gli azionisti delle società devono sborsare soldini per non andare in fallimento; sussidi che vengono camuffati sotto forma di costi per marketing pubblicitario, costi per lo sviluppo di nuove rotte o pese per valorizzare il turismo locale, eclatante l’esempio di Crotone legato indissolubilmente a quello delle low cost.

Leggi anche: Ryanair, nuove rotte e progetto per prezzi competitivi: cosa potrebbe cambiare per la compagnia low cost

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Argomenti: Economie Europa, Social media e internet

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