Che fine faranno quest’anno le tredicesime a Natale?

Feste di Natale 2020 in lockdown. I consumi sono attesi in calo, ma nel frattempo lievitano i risparmi di mese in mese.

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Non sarà un Natale come gli altri. Quello del 2020 agli sgoccioli rimarrà probabilmente nella memoria di tutti noi per decenni, a seguito delle restrizioni sotto le quali saremo costretti a viverlo. Tra il 20 dicembre e il 6 gennaio non ci si potrà spostare tra una regione e l’altra, neppure quelle di colore giallo. Addirittura, nei giorni 25 e 26 dicembre e 1 gennaio non sarà possibile spostarsi tra un comune e l’altro. Ristoranti e bar resteranno aperti solo fino alle ore 18 e il coprifuoco rimarrà in vigore fino alle ore 22. Inutile tentare di aggirare il divieto per i cenoni prenotando un albergo vicino casa insieme ad amici e parenti, perché per la notte di San Silvestro il servizio ristorante dovrà essere sospeso. Persino la messa di Natale dovrebbe concludersi entro mezzanotte. Queste le misure del nuovo Dpcm, che si annuncia davvero restrittivo per gli italiani, pur in linea con quanto deciso nel resto d’Europa.

Chi sognava feste sulle piste da scii o mega-rimpatriate per vedere gli amici dopo un anno a dir poco terribile è rimasto deluso. Nessun divieto formale sarà previsto per pranzi e cene dentro casa, ma ci sarà la raccomandazione di non superare il numero dei 10 invitati e di non riunirsi con persone non congiunte.

Viene da chiedersi a cosa serviranno quest’anno le tredicesime. I dati della Confcommercio rilevano un calo di 2,1 miliardi di euro nelle erogazioni complessive: scenderanno dai 43,3 miliardi del 2019 a 41,2 miliardi. E’ l’effetto cassa integrazione, che tiene qualche milione di lavoratori sospeso tra la condizione di occupato e quella di potenziale licenziato. Sempre Confcommercio stima in 73 miliardi i consumi “commercializzabili” del mese di dicembre, in netto calo dagli 81 dello scorso anno.

Ad ogni modo, questo mese rimane il più ricco per i consumi nazionali del 2020.

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E se cala la percentuale di chi intende fare regali al 74,2% dall’86,9% di un anno fa, la spesa media dedicata a questa voce non dovrebbe ridursi granché, passando da 169 a 164 euro tra quanti compreranno regali, mentre la spesa complessiva è attesa in calo da 8,9 a 7,3 miliardi. Ma il dato saliente è un altro: se si riducono i consumi di Natale, vuoi per la crisi e vuoi per l’impossibilità di muoversi e di spendere (resteranno chiusi anche i cinema, presi tradizionalmente d’assalto per i famosi “cinepanettoni”), cosa ne sarà delle tredicesime? La risposta ce la offre probabilmente l’Abi, secondo cui al 31 ottobre scorso i depositi bancari degli italiani (pronti contro termine inclusi) risultavano cresciuti di 149 miliardi in 12 mesi (+9,5%).

Durante la pandemia, i risparmi delle famiglie sono lievitati un po’ in tutto il mondo; a scopo precauzionale, cioè per i timori circa il futuro; per via dei lockdown, non essendo stato possibile spendere in maniera ordinaria, a causa delle chiusure di numerose attività e dei divieti imposti alla mobilità. Questo significa che anche a novembre e dicembre, i conti bancari italiani continueranno a salire. Se da un lato riflettono la contrazione dei consumi, dall’altro creano il presupposto per una loro vigorosa ripresa dopo che l’allarme sanitario e la crisi economica saranno cessati.

Paradossalmente, fino a quando rimarrà in vigore il divieto di licenziare fino al 31 marzo prossimo non dovremmo attenderci grossi rimbalzi dei consumi, pur a fronte dell’incipiente vaccinazione tra la popolazione. Questo, perché molte famiglie non avranno contezza della loro condizione lavorativa effettiva. Quando il divieto sarà rimosso, poi, ci sarà una fase prevedibile di licenziamenti per via del crollo del fatturato accusato dalle imprese. La disoccupazione salirà e la cassa integrazione sarà sostituita dalla Naspi. Solo quando la scossa di assestamento si sarà realizzata appieno, i consumi torneranno a crescere.

Verosimilmente e in assenza di nuove restrizioni, dovremmo attenderci che ciò accada verso l’estate prossima, stagione in cui le assunzioni tipicamente in Italia accelerano, pur in molti casi a tempo determinato, per far fronte all’aumento della domanda trainata dai turisti. Senza ulteriori impedimenti, tra 7-8 mesi dovremmo tornare a spendere, mettendo in circolo la liquidità extra erogata da imprese e Pubblica Amministrazione in questi giorni con le tredicesime. Saranno spese con il caldo e non sotto i fiocchi di neve natalizi.

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