Champions League sotto attacco dentro e fuori l’Europa con l’ipotesi Superlega

Champions League sotto attacco non solo dal di fuori, bensì pure da dentro l'Europa. Le ipotesi di superleghe di calcio contrastano con l'interesse della UEFA a tenere forte l'appeal del ricco torneo europeo.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Champions League sotto attacco non solo dal di fuori, bensì pure da dentro l'Europa. Le ipotesi di superleghe di calcio contrastano con l'interesse della UEFA a tenere forte l'appeal del ricco torneo europeo.

Mentre la Lega di Serie A aspetta di conoscere il destino dei diritti televisivi per le prossime 3 stagioni, con Mediapro ad avere annunciato ricorso contro la sentenza del Tribunale di Milano, che ha accolto la richiesta di annullamento del bando presentata da Sky, il futuro dei campionati di calcio nelle singole realtà nazionali potrebbe essere prossimo alla fine. Almeno, la pensa così Arsene Wenger, allenatore dell’Arsenal sin dal 1995 e che ha già annunciato il ritiro al termine di questa stagione. Il boss dei “Gunners” ha sostenuto in un’intervista alla BBC, che tra qualche anno sarà inevitabile che la Premier League si giochi di martedì e mercoledì, mentre il fine settimana si terranno le partite della Superlega europea, un progetto di cui si parla da anni e che sinora è rimasto solo teorico.

Il dirigente del club inglese ritiene che il pubblico voglia ormai guardare solo partite di qualità e non incontri tra squadre minori. Pertanto, i campionati nazionali si disputerebbero a metà settimana, mentre sabato e domenica vi sarebbe spazio solo per il campionato tra le grandi squadre europee. Non solo. Wenger propone anche la riduzione delle squadre in Premier League da 20 a 16.

Non la pensa così il presidente della UEFA, Aleksander Ceferin, che difende la Champions League contro il tentativo della FIFA di istituire una sorta di Superlega mondiale, rimpiazzando l’attuale Coppa del Mondo per Club, dopo che un anonimo consorzio privato ha offerto 20 miliardi di euro per organizzare 2-3 tornei tra 24 grandi squadre di calcio, di cui la metà europee, sin dal 2021 e con cadenza quadriennale. La UEFA e, soprattutto, i club europei temono che la Superlega a cui punta la FIFA scalfisca progressivamente l’importanza e l’appeal della Champions e dell’Europa League, le manifestazioni calcistiche più importanti e ricche al mondo.

UEFA contro FIFA a tutela della Champions League

Serie A ormai poca roba

E Ceferin ci tiene a precisare che non sarebbe accettabile che il presidente della FIFA, Gianni Infantino, ponga un termine di 60 giorni entro cui prendere o lasciare, quando non si sanno nemmeno i nomi degli offerenti, né cosa concretamente propongano. La cifra offerta, infatti, risulta spropositata rispetto agli incassi attualmente derivati dalle partite della Coppa del Mondo per Club, non superiori ai 100 milioni di dollari a stagione. E’ evidente che anche la stessa ipotesi di una Superlega europea spazzerebbe via la Champions League. Se vedremo già giocare tutte le settimane tra loro Real Madrid, Barcellona, Manchester United, Bayern Monaco, Paris-Saint-Germain, Juventus, Milan, Inter, Roma e altri pezzi da novanta, che bisogno vi sarebbe di organizzare un altro torneo sovranazionale come quello odierno? Il manager, infatti, ritiene che la Champions vada resa più interessante, ma senza creare alcuna Superlega e mantenendo possibile l’accesso delle squadre minori alla manifestazione.

Dunque, mai come in questi mesi la Champions League si trova sotto attacco. A fare gola è l’enorme business attorno alla manifestazione, che dalla prossima stagione staccherà alle squadre partecipanti pagamenti per 1,9 miliardi. La UEFA incasserà dai soli diritti televisivi di Champions ed Europa League qualcosa come 3,4 miliardi a stagione, circa i due terzi di quanto fatturi ogni 4 anni la Coppa del Mondo. Dinnanzi a questi numeri e a questi scenari, capiamo forse meglio come appaiano bazzecole gli scontri tra Sky e Mediapro sui diritti televisivi italiani, che nel migliore dei casi arriverebbero a fruttare complessivamente, inclusi i diritti esteri, poco più di 1,4 miliardi a stagione.

Del resto, la nostra Serie A sta indebolendosi rispetto agli altri campionati. Secondo Brand Finance, le squadre del nostro massimo campionato avrebbero un valore complessivo del brand di 2,1 miliardi di dollari, meno della metà di quelle della Bundesliga (4,4), un quinto della Premier League (10,2), poco più del doppio della Ligue 1 (1,2) e un poco più della metà della Liga spagnola (3,9). Il primo club è la Juventus, che si colloca solo all’11-esima posizione con un valore del brand di 605 milioni, meno di un terzo degli 1,9 miliardi di dollari del Manchester United. La Premier League piazza ben 6 squadre nella top 10, la Bundesliga 1, la Liga spagnola 2 e 1 anche la Ligue 1, nessuna la Serie A.

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Argomenti: Economia nel pallone

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