Champions League di mercoledì su Amazon e la Serie A ufficializza l’ok ai fondi

Il colosso americano delle vendite online avrebbe ottenuto i diritti per trasmettere in Italia la migliore partita del mercoledì di Champions. La Lega sceglie la cordata per trasformare la Serie A in media company.

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Diritti Champions in Italia vanno ad Amazon

E’ svolta per il mercato dei diritti televisivi. Ieri, Amazon avrebbe vinto la gara per uno dei pacchetti relativi alle partite di Champions League da trasmettere in Italia nel triennio 2021/2024. In particolare, avrebbe ottenuto la migliore partita di mercoledì grazie a un’offerta di quasi 80 milioni per Prime Video. Gli altri pacchetti restano da assegnare attraverso un rilancio da presentare domani. In corsa vi sarebbero Sky, Dazn e Mediaset. E così, il colosso americano delle vendite online di Jeff Bezos entra ufficialmente anche nel business del calcio nel Bel Paese, dopo avere già vinto la gara per trasmettere in Germania dal 2021/2022 la migliore partita del martedì, sempre di Champions.

Diritti Champions League: offerte attese basse, ma Sky stavolta avrà concorrenti

Cambierà molto per tifosi e competitor. I primi dovranno abbonarsi ad Amazon Prime per vedere le 17 partite, mentre i secondi vedono ampliare la platea degli offerenti in corsa anche per la prossima asta dei diritti di Serie A. Se da un lato l’emergenza Covid affievolisce l’appeal già non entusiasmante del calcio italiano, dall’altro colossi come Sky non potranno più fare con certezza il bello e il cattivo tempo, altrimenti rischiano di perdere contro altri giganti internazionali e attivi su internet, tra cui per l’appunto Amazon.

Fondi privati entrano in Serie A

Sempre ieri, giornata storica per la Lega. Con 15 voti a favore e 5 astenuti (Napoli, Lazio, Udinese, Verona e Atalanta), i club di Serie A hanno dato il via libera all’ingresso dei fondi privati per la gestione dei diritti TV a partire dalla prossima stagione, scegliendo la cordata composta da CVC Capital Partners, Advent e Fsi.

Con essa tratterà in esclusiva i termini dell’operazione da 1,35-1,6 miliardi di euro. Sconfitta la cordata avversaria composta da Bain Capital e Nb Renaissance. Respinta, infine, l’offerta last minute presentata dall’americana Fortress.

I fondi otterranno il 10% del capitale della media company che gestirà i diritti, oltre alla metà delle posizioni nel board. La presidenza dovrebbe essere neutrale. La cifra esatta offerta verrà fissata sulla base del contributo che verrà garantito dai fondi ai ricavi annui minimi di 1,08 miliardi di euro per il primo triennio. Avranno anche diritto a un bonus performance a partire dalla stagione 2024/2025. Esso sarà pari al 10% della differenza tra i proventi incassati dai club tramite i diritti TV rispetto a quelli della stagione 2019/2020, ma fino a un massimo di 40-45 milioni.

Il calcio italiano è a un punto di svolta. L’ingresso dei fondi in Serie A rappresenta nell’immediato una boccata di ossigeno per le casse delle società, sconquassate dall’emergenza Covid, con gli stadi di fatto semi-chiusi ai tifosi e chissà per quanto tempo ancora. Nel medio-lungo termine, la media company a partecipazione privata dovrebbe garantire al nostro pallone una gestione più manageriale dei diritti e, quindi, la seria prospettiva di una crescita dei ricavi nel corso delle stagioni. Prossimo appuntamento di rilievo sarà l’asta per il rinnovo dei diritti per il triennio 2021/2024. E in quell’occasione vedremo se Sky tema l’ingresso in Italia di colossi come Amazon.

Vogliono far morire il calcio italiano per dare sfogo alla frustrazione popolare

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