Cellulari nel cassetto: un tesoro da 1 miliardo di euro l’anno

Dai telefoni cellulari rimasti inutilizzati dagli abitanti europei si potrebbero ricavare 15 mila tonnellate tra oro, argento, cobalto, litio, palladio e rame.

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Dai telefoni cellulari rimasti inutilizzati dagli abitanti europei si potrebbero ricavare 15 mila tonnellate tra oro, argento, cobalto, litio, palladio e rame.

Black Friday e Cyber Monday sono appena terminati. Come da tradizione, gli smartphone di ultima generazione sono stati tra gli articoli più venduti. Da diversi anni ormai, in Europa il numero di telefoni ha superato quello degli abitanti che compongono la popolazione complessiva del Vecchio Continente.

Un numero abnorme, che di fatto porta le persone a conservare dentro un cassetto della propria abitazione il vecchio telefonino. C’è spesso la convinzione che quel telefono possa sempre tornare utile in caso di malfunzionamento del primo. Altre volte, si tende a tenere dentro il cassetto un cellulare di seconda mano per paura che i dati sensibili vengano sottratti da parte di qualcuno. Tale comportamento ha però delle conseguenze significative sull’economia europea. Secondo un recente studio Ue, i 700 milioni di cellulari finiti dentro il cassetto potrebbero generare un ritorno economico pari a oltre 1 miliardo di euro ogni anno.

Il tesoro nascosto dei telefoni cellulari

Pochi sanno che i cellulari custodiscono al loro interno una vera e propria miniera di componenti preziosi. Come riportato da un recente approfondimento di Business Insider (edizione italiana), dai telefoni cellulari rimasti inutilizzati dagli abitanti europei si potrebbero ricavare qualcosa come 15 mila tonnellate tra oro, argento, cobalto, litio, palladio e rame. Traducendo tale valore in moneta, significherebbe un ritorno ogni anno superiore al miliardo di euro.

Boom del mercato dell’usato

A partire dagli anni Duemila, il settore degli smartphone ha conosciuto il boom del mercato dell’usato. Negli ultimi tempi, sempre più persone rivolgono le proprie attenzioni ai telefoni ricondizionati, venduti sia nei grandi centri commerciali come Unieuro e MediaWorld, che nei siti di e-commerce, come ad esempio Amazon. Soltanto in Francia, per citare un caso significativo, nei dodici mesi del 2017 le vendite di smartphone ricondizionati hanno rappresentato il 10 per cento complessivo del numero dei telefoni acquistati dagli utenti.

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