Cassa integrazione, a pagare saranno gli altri lavoratori

Uil all’attacco del governo: i lavoratori costretti ad autofinanziarsi

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Uil all’attacco del governo: i lavoratori costretti ad autofinanziarsi

Questa mattina il Cdm si è riunito per discutere della riforma Imu (Imu ad ottobre? Brunetta lancia ultimatum: riforma subito o cade il governo): ma all’ordine del giorno c’è un altro nodo cruciale, il finanziamento della cassa integrazione in deroga (oltre ai tagli sulla politica). Secondo le direttive anticipate circa 800 milioni per la copertura (quindi approssimativamente metà della cifra totale stimata come necessaria) saranno presi dagli incentivi ai premi aziendali e dai soldi destinati ai fondi per la formazione professionale. In altre parole: da chi lavora.

Cassa integrazione: chi paga per la copertura?

L’accusa è stata lanciata dal segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, nel corso di un’intervista a Radio Anch’io. Angeletti ha definito “inaccettabile” la soluzione proposta dal governo.  In pratica è come se ai lavoratori venisse chiesto di autofinanziarsi, rinunciando ai premi e alla professionalità. Il Governo inoltre sarebbe reo di non aver consultato i sindacati sulla strada intrapresa su nessuno dei fronti di intervento.

Meno tasse sul lavoro per stimolare le assunzioni

Angeletti individua nella riduzione delle tasse sul lavoro il primo passo per rendere un po’ più competitivo il lavoro in Italia e aumentare gradualmente la domanda interna. Non si tratta della soluzione definitiva ma di una primo importante segnale di disponibilità a risolvere l’emergenza disoccupazione ed esodati.  Dello stesso avviso anche Susanna Camusso, leader Cgil: “Se finanziare gli ammortizzatori sociali significa sottrarre risorse da altre voci del lavoro, allora c’è qualcosa che non torna, non si sta dalla parte del lavoro”.  Una delle soluzioni avanzate  potrebbe essere un anticipo dall’Inps

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