Carne addio, la rivincita dei legumi? Un piano europeo potrebbe cambiare l’alimentazione mondiale

L'Ue sembra aver dichiarato guerra alla carne con il Piano europeo per lo sviluppo delle proteine vegetali che mira alla produzione maggiore di legumi.

di Chiara Lanari, pubblicato il
L'Ue sembra aver dichiarato guerra alla carne con il Piano europeo per lo sviluppo delle proteine vegetali che mira alla produzione maggiore di legumi.

Cosa mangeremo tra 30 anni e soprattutto come avverrà la produzione di cibo? Il tema di come gli individui saranno sfamati in un futuro nemmeno troppo lontano è sempre in auge, sopratutto dopo la notizia della carne prodotta in laboratorio.

Il futuro del cibo per sfamare 9,8 miliardi di persone

Di recente abbiamo visto che alcune start up americane e israeliane stanno puntando alla carne prodotta in laboratorio che dovrebbe diventare realtà nel 2020. Lo scopo è evitare la sofferenza degli animali (Carne sintetica dal 2020: il nuovo business diventa realtà, cosa potrebbe cambiare sulle nostre tavole). L’unico neo è rappresentato dal costo, ancora proibitivo per la maggior parte della popolazione. Tra 30 anni sulla Terra saremo 9,8 miliardi di persone e gli esperti dicono che per sfamare tutta la popolazione mondiale servirà il 60% di cibo in più. La questione gira intorno alla produzione di proteine e dove queste saranno prese. Come riporta il Sole 24 ore, non si parla solo di hamburger di carne prodotti in laboratorio ma anche di farine di insetti. La carne sintetica, ad esempio, costa 700 dollari ma si pensa che in pochi anni il prezzo potrebbe scendere e forse tra 30 anni potrebbe diventare comune.

Aumentare la produzione di legumi potrebbe essere una soluzione?

Nel futuro si pensa anche alle proteine vegetali che potrebbero sostituire la carne, dunque aumentare la produzione di legumi, sicuramente più sostenibile rispetto alla carne, ma il punto è un altro. La popolazione è aumentata del 19%, secondo il Fao solo tra il 2000 e il 2014, mentre la disponibilità di legumi è cresciuta solo di 1,6 chili all’anno.

In ogni caso anche l’Ue sembra aver voluto dichiarare guerra alla carne con il Piano europeo per lo sviluppo delle proteine vegetali. Una discussione nata già nel 2017 e che aveva portato alcuni funzionari a chiedere pareri agli allevatori europei, una decisione scaturita durante la Conferenza di Vienna, quando il commissario all’Agricoltura Phil Hogan ha presentato il piano. L’intenzione è chiara: aumentare la produzione di legumi per poter dare alla popolazione un cibo sostenibile. Come ha spiegato Silke Boger, funzionario del DG Agriculture: «Per produrre più legumi servono più ricerca e più supporto tecnico agli agricoltori. Anche nel vostro Paese, per via dell’alto numero di Dop, avete l’interesse a proteggere la qualità dei mangimi animali dalla presenza degli Ogm» ha precisato.

Ma se si pensa che a rimetterci sarà il mercato della carne le ultime stime sembrano andare contro a questa tesi. Secondo la Fao, entro il 2050 il consumo di carne passerà a 463 milioni di tonnellate, una crescita che riguarderà molto i paesi emergenti. Dunque non è detto che il futuro alimentare sarà del tutto basato sulle proteine alternative.

Come riporta il Sole 24 Ore, François Tomei, direttore generale dell’italiana Assocarni, ha dichiarato che “il cosiddetto hamburger sintetico è un concentrato di chimica che galleggia in un brodo di conservanti e insaporitori. Non ha niente di naturale”. La disputa insomma sembra aperta più che mai.

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Argomenti: Economia Europa, Economia Italia, Inchieste alimentari e scandali economici