Caos Venezuela, anche Alitalia taglia i voli per Caracas. Rischio isolamento

In Venezuela si aggrava la crisi valutaria. Per mancanza di dollari, anche Alitalia e Lufthansa sospendono i voli per Caracas. Il paese rischia l'isolamento.

di , pubblicato il

Si aggrava la crisi finanziaria ed economica in Venezuela, dove lo scarso accesso ai dollari impedisce alle compagnie aeree internazionali di convertire i ricavi prodotti nel paese in bolivar in valuta estera. E nonostante il governo si sia impegnato da mesi a risolvere la questione, le compagnie vantano crediti per 3,5 miliardi di dollari, forse anche per 4 miliardi, secondo la IATA (Associazione Internazionale per il Trasporto Aereo). E così, dopo Air Canada, anche Lufthansa e Alitalia hanno deciso di sospendere i voli per Caracas fino al mese di ottobre. La compagnia di bandiera italiana ha annunciato che i 5 voli a settimana che collegano Roma alla capitale venezuelana saranno sospesi dal prossimo 2 giugno, sostenendo che la critica situazione valutaria non le permette di assicurare la tratta. Tuttavia, i toni utilizzati da Alitalia non si sono mostrati duri, perché in una nota ha spiegato che la decisione “non è senza ritorno” e non appena ristabilita la situazione, i voli saranno ripristinati.   APPROFONDISCI – In Venezuela cresce il rischio default. Le compagnie aeree contro Maduro   Prima ancora, anche Avianca e Tam, compagnie rispettivamente della Colombia e Brasile, avevano ridotto i collegamenti da e verso il Venezuela del 40%. Ma i toni del presidente Nicolas Maduro non sono stati affatto concilianti, confermando la posizione di sempre di Caracas: chi va via adesso, non tornerà più. La situazione è così preoccupante, che la IATA ha espresso il timore che il Venezuela possa perdere la connettività aerea e piombare nell’isolamento internazionale.

Il ricorso alle aste Sicad

Il governo, da parte sua, continua a rassicurare gli investitori e il vice-presidente per l’Area Economica, Rafael Ramirez, ha comunicato che nel primo trimestre di quest’anno sono stati già stanziati 12 miliardi di dollari con il Piano Generale del Cambio, mostrandosi certo che sarà centrato l’obiettivo di distribuire 42 miliardi entro l’intero anno.

Il governo si riferisce al sistema delle aste, le cosiddette Sicad II, che permettono la distribuzione di dollari alle imprese importatrici e agli investitori, ma a un tasso di cambio svalutato rispetto a quello ufficiale di 6,29. Gli ultimi aggiornamenti danno il cambio informale a 49,9450, anche se al mercato nero si sfiorano gli 80 bolivar per dollaro. In ogni caso, si tratta di una svalutazione di fatto di quasi l’88%.   APPROFONDISCI – Venezuela, allarme sulla crisi del bolivar. Crolla il potere di acquisto  

Argomenti: , ,