Caos Spagna, niente fiducia per Rajoy: rischio di terze elezioni in un anno

La Spagna corre verso le sue terze elezioni politiche in meno di un anno. Il premier uscente Mariano Rajoy non ottiene la fiducia, ma la sinistra spagnola non sa cosa fare.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
La Spagna corre verso le sue terze elezioni politiche in meno di un anno. Il premier uscente Mariano Rajoy non ottiene la fiducia, ma la sinistra spagnola non sa cosa fare.

La Spagna è sempre più nel caos, dopo che il premier Mariano Rajoy non è riuscito ad ottenere la fiducia della Camera, conquistando 170 voti contro i 180 contrari. In suo favore si sono espressi i 137 deputati del Partito Popolare, i 37 dei centristi di Ciudadanos e un deputato del Partito delle Canarie. Ma gli 85 socialisti presenti in Parlamento non si sono astenuti nemmeno in parte, come d’altronde aveva annunciato il loro segretario Pedro Sanchez.

E così, a decorrere da ieri, la Spagna ha tempo altri due mesi per formare un nuovo governo, altrimenti la Camera dovrà essere nuovamente sciolta da Re Filippo e il paese tornerebbe alle urne tra novembre e dicembre per la terza volta in meno di un anno.

Terze elezioni Spagna in 12 mesi possibili

Già, perché Madrid è senza un governo nel pieno dei suoi poteri dalla fine dello scorso anno. Il 20 dicembre 2015, per la prima volta nella storia post-franchista, il rinnovo del Parlamento non ha esitato alcuna maggioranza assoluta per uno dei partiti e a causa dell’impossibilità di mettere assieme popolari e socialisti, data l’opposizione di questi ultimi, si sono rese necessarie nuove elezioni il 26 giugno scorso, che non ha modificato granché il quadro politico, se non evidenziando una maggioranza relativa un po’ più forte per i popolari e una debolezza ancora maggiore per i socialisti.

Ieri, Sanchez ha accusato Rajoy di avere favorito la nomina nelle istituzioni di un uomo che sapeva essere corrotto, sostenendo che non meriterebbe la fiducia dei deputati. Il suo è stato un discorso durissimo, tanto che adesso ci si chiede se sia possibile trovare una qualche soluzione in favore delle larghe intese.

 

 

 

Sinistra spagnola in piena crisi

Il caos politico spagnolo è frutto della crisi dilaniante della sinistra. I socialisti si trovano in un vicolo cieco: se sostenessero un governo insieme ai popolari, come la logica dei numeri imporrebbe loro, dovrebbero fare i conti con una probabile fuga degli elettori alla loro sinistra, in favore di Podemos, la formazione estremista anti-austerità, che già ha fiutato a giugno il sogno del sorpasso elettorale ai loro danni.

Se si alleassero con Podemos, però, magari confidando nel sostegno o nell’astensione di altri deputati indipendenti, i socialisti rischierebbero ugualmente un ridimensionamento anche molto importante, perché a quel punto avrebbero sdoganato ufficialmente la sinistra radicale e ne dovrebbero subire la linea.

Socialisti nel guado

Non sembra esservi una qualche soluzione possibile alternativa, tranne che Rajoy lasciasse il compito di formare il governo a un altro esponente del suo partito, cosa che non sembra nemmeno lontanamente intenzionato a fare, anche perché così renderebbe più comoda la vita agli avversari del Psoe.

E, quindi, salvo novità di rilievo, la Spagna corre verso le sue terze elezioni in meno di un anno, con il rischio di indisporre gli elettori e di provocare un collasso istituzionale. Sanchez non si sta mostrando un buon stratega e al prossimo giro potrebbe vedere il suo partito scavalcato da Podemos, con la conseguenza che alla fine dovrebbe accettare ugualmente un governo con Rajoy, ma da una posizione di estrema debolezza.

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Argomenti: Esteri, Spagna e caos politico