Caos Regionali, per i sondaggi c’è una sorpresa in Liguria e Renzi teme la minoranza PD

Testa a testa tra i due candidati principali in Liguria, mentre è caos nel centro-destra sulle alleanze per le elezioni regionali e il premier Matteo Renzi teme la bocciatura dell'Italicum.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Testa a testa tra i due candidati principali in Liguria, mentre è caos nel centro-destra sulle alleanze per le elezioni regionali e il premier Matteo Renzi teme la bocciatura dell'Italicum.

Le elezioni regionali potrebbero confermare il disastro di consensi a cui andrebbe incontro Forza Italia, che non si esclude possa scendere mediamente anche al di sotto del 10%, scavalcata nel centro-destra dalla Lega Nord e relegata ai margini tra le forze politiche. E la tensione tra gli azzurri cresce vertiginosamente, tanto che a un vertice sulla Toscana, ieri l’ex premier Silvio Berlusconi ha avuto un battibecco piuttosto duro con il suo coordinatore e (ex) fedelissimo Denis Verdini, il quale gli chiedeva di siglare con Matteo Renzi un nuovo Patto del Nazareno. Berlusconi di tornare a trattare con il premier non vuole sentirne parlare, dopo avere subito lo smacco dell’elezione non condivisa del capo dello stato di oltre 2 mesi fa. Per questo, è disposto anche a correre il rischio che gli uomini attorno a Verdini si stacchino dal resto del partito, già alle prese con il caso Fitto. In Puglia, Forza Italia conferma Adriana Poli Bortone come candidata, sottraendo il sostegno a Francesco Schittulli, “fittiano” e sostenuto anche da Fratelli d’Italia (nonostante la  Poli Bortone appartenga allo stesso partito di Giorgia Meloni) e dal Nuovo Centro-Destra. Coalizione più divisa che mai, insomma, destinata con ogni probabilità ad essere battuta quasi ovunque a maggio. Ma nel disastro generale, il centro-destra potrebbe sperare nella Liguria, dove i sondaggi danno un testa a testa tra il candidato azzurro Giovanni Toti e quella del PD, Raffaella Paita, quest’ultima indagata da qualche giorno dalla Procura di Genova per i fatti legati all’ultima alluvione, in qualità di assessore alla Protezione Civile.   APPROFONDISCI – Riforma del Senato: domani Berlusconi sfida Renzi, ma non controlla più Forza Italia   La differenza nei consensi tra i due principali sfidanti sarebbe di appena qualche decimale di punto percentuale e senza dire che ancora i sondaggi dovranno registrare le nuove tendenze di voto nella regione, dopo l’apertura delle indagini a carico della Paita. Nel frattempo, la tensione sale altissima anche dentro al PD, dove 120 parlamentari su 310 hanno votato all’assemblea del partito contro l’Italicum, chiedendo sostanziali modifiche. Il premier Renzi ha avvertito che se la riforma della legge elettorale non passerà così com’è, salirà al Quirinale per dimettersi. Un aut-aut, che potrebbe dissuadere parte della minoranza interna a non votare contro, ma che lacera profondamente i democratici, tanto che Rosy Bindi prevede la nascita di un partito alla sinistra del PD, guidato da Maurizio Landini, il leader della Fiom.

Torna Senato elettivo?

Nel tentativo di ricomporre una frattura, che potrebbe portare alla fine anticipata della legislatura, Renzi ha stamane annunciato da Washington, dove per la prima volta si è recato in visita ufficiale per incontrare il presidente Barack Obama, che il Senato potrebbe tornare ad essere elettivo, di fatto concedendo qualcosa ai dissidenti interni. Presto per dire se basterà a risanare la frattura. L’unica certezza è che per ancora un pò dovrà guardarsi più dai suoi uomini che dalle opposizioni, divise e incapaci di fare risultato alle prossime elezioni regionali, nonostante il PD sia dato in calo nei sondaggi, così come la popolarità del premier e del governo.   APPROFONDISCI – Anche Renzi va all’attacco e risponde a Landini, Salvini e Grillo  

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Argomenti: Politica