Caos Grecia, cosa succede se l’accordo non si trova? Vediamo passo dopo passo

In corso l'ultimo tentativo di Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea, di favorire un'intesa tra il premier greco Alexis Tsipras e i creditori. Ma cosa accadrà se la Grecia non accetta un accordo?

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In corso l'ultimo tentativo di Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea, di favorire un'intesa tra il premier greco Alexis Tsipras e i creditori. Ma cosa accadrà se la Grecia non accetta un accordo?

La Germania di Angela Merkel si starebbe preparando al default e all’uscita della Grecia dall’euro (Grexit), dopo che ieri il  premier Alexis Tsipras ha respinto per l’ennesima volta le richieste dei creditori. Dopo il ritiro dell’FMI dal negoziato, il governo greco dovrà scegliere: accettare o meno un accordo entro stasera, stando ad alcuni funzionari europei. Proprio adesso è in corso un colloquio tra Tsipras e il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, l'”ultimo tentativo” che quest’ultimo farà per cercare di convincere Atene ad arrivare a un accordo, riferiscono alcune fonti di Bruxelles.   APPROFONDISCI – Grecia, default vicino. L’FMI lascia le trattative, la Germania si prepara alla Grexit  

Crisi liquidità banche Grecia

Ma cosa succede se stasera o entro la scadenza concordata con i creditori, Tsipras rifiutasse un accordo? Per prima cosa, assisteremmo a un’accelerazione dei deflussi di capitali dal paese.

In particolare, tra i risparmiatori ci sarebbe il panico e il ritiro dei depositi dalle banche greche sarebbe ancora più massiccio, dopo che dall’inizio dell’anno sarebbero già stati dismessi circa 30 miliardi, spesso portati altrove. A fronte di ciò, la BCE non potrebbe più coprire il calo di liquidità con l’erogazione dei fondi ELA, perché il programma è attivo solo a patto che il governo Tsipras raggiunga un’intesa con i creditori e che le banche siano solvibili. Nessuno dei 2 requisiti rimarrebbe in piedi dopo la rottura delle trattative. La crisi di liquidità in cui piomberebbero le banche greche porterebbe dritti alla loro nazionalizzazione, tranne che l’Efsf eroghi ai 4 istituti ellenici sistemici i 10,9 miliardi stanziati già per la loro ricapitalizzazione, ma rimasti finora inutilizzati e per questo restituiti dal precedente governo. Tale denaro potrebbe essere corrisposto dall’Efsf, ma a patto che Atene introduca controlli sui capitali, in modo da minimizzare i deflussi finanziari e il rischio di prosciugamento dei conti correnti bancari. In altri termini, sarebbe adottato un modello Cipro, limitando i prelievi allo sportello o con i bancomat e le spese con carta di credito e all’estero dei greci.   APPROFONDISCI – La Grecia verso l’uscita dall’euro, Dijsselbloem: possibile anche il modello Cipro  

Default molto probabile in estate

Nel frattempo, la Grecia non avrebbe a sua volta denaro sufficiente per pagare le 4 rate di giugno all’FMI, il cui versamento è stato rinviato e unificato alla fine del mese e che ammonta a 1,6 miliardi.

Anche ipotizzando che il governo abbia la liquidità  per onorare tale scadenza, è improbabile che a quel punto la utilizzi per soddisfare quello che considera il suo peggiore creditore, anche perché ogni euro dovrebbe essere lesinato per pagare stipendi pubblici e pensioni. Inoltre, tra luglio e agosto, la stessa Atene dovrà rimborsare alla BCE titoli di stato in scadenza per 6,7 miliardi di euro, acquistati da Francoforte tra il 2010 e il 2011 con il Securities Markets Programme. Senza aiuti esterni, sembra quasi certo che la Grecia non sarà in grado di rimborsare la BCE, quand’anche lo avesse fatto con l’FMI e pur ipotizzando che la Russia di Vladimir Putin approfitterà delle tensioni per versare al governo greco i 5 miliardi di dollari promessi per il passaggio della pipeline del gas in acque elleniche.   APPROFONDISCI – Grecia, Goldman Sachs: elezioni o default per sbloccare lo stallo. L’ora X è vicina  

L’espediente della moneta parallela

Un default non sarebbe sinonimo di Grexit. L’Eurozona potrebbe ugualmente tenere nell’euro la Grecia, attingendo all’Efsf, come sopra accennato, per ricapitalizzare le banche greche, nonché utilizzando appositi fondi europei. Inoltre, specie se la BCE chiudesse un occhio, il governo potrebbe utilizzare strumenti di pagamento alternativi per gli stipendi pubblici e le pensioni, come gli IOU, simili alle nostre cambiali pagherò, che potrebbero essere immediatamente scontate in banca o presso altri privati. Tutto ciò, però, funzionerebbe temporaneamente, perché si tratterebbe pur sempre di un debito dello stato nei confronti dei suoi cittadini, che prima o poi dovrà essere onorato, e sempre che vi sia sufficiente fiducia in questi ultimi, altrimenti nessuno accetterebbe tali documenti come forma di pagamento e il sistema imploderebbe.   APPROFONDISCI – Grecia, oggi l’Eurogruppo non darà gli aiuti e si studiano scenari da Grexit e Geuro  

Accordo successivo o Grexit

A questo punto, Tsipras e il suo logorroico ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, tastato il polso della situazione drammatica, potrebbero convincersi di tornare a più miti consigli, sempre che siano ancora in carica (non si escluda una crisi politica), tornando seriamente al confronto con i creditori per ricevere gli aiuti europei e porre fine al default.

Se così non fosse o se il resto dell’Eurozona ritenesse che la Grecia non sia più nelle condizioni di restare nell’euro, il ritorno alla dracma sarebbe obbligato. Solo così, Atene potrà stampare moneta con cui provvedere ai pagamenti ordinari, non avendo accesso ai mercati finanziari. Inutile dire che ciò porterebbe al rischio di un’iperinflazione in stile Repubblica di Weimar del 1923. E’ probabile che in questa fase di caos, volente o nolente, dovrebbe affidarsi all’assistenza finanziaria dell’FMI, la stessa finora rifiutata sdegnatamente da Tsipras e dal suo partito, Syriza. Per questo, sarebbe più conveniente per il premier e per i greci accettare entro poche ore un’intesa anche politicamente scomoda, ma che eviterebbe ad Atene di precipitare in mesi di reale confusione e panico.   APPROFONDISCI – La Grecia vicina a un accordo con i creditori? Ecco gli scenari più probabili    

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