Caos centro-destra, Meloni sedotta e abbandonata da Salvini ora rischia grosso

Giorgia Meloni rischia grosso alle elezioni di Roma. Se fosse superata da un altro candidato del centro-destra, il suo peso negoziale nella coalizione quasi si azzererebbe.

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Giorgia Meloni rischia grosso alle elezioni di Roma. Se fosse superata da un altro candidato del centro-destra, il suo peso negoziale nella coalizione quasi si azzererebbe.

La partita delle elezioni amministrative sta terremotando il centro-destra, specie nella Capitale, dove pure la coalizione avrebbe teoricamente le più elevate probabilità di vittoria, dopo il disastro d’immagine accusato dal PD con il caso Marino. Già, ma se fosse unita. Invece, si presenta frastagliata come mai: si passa da Francesco Storace ad Alfio Marchini, passando per Giorgia Meloni e Guido Bertolaso. E sperando che non si aggiunga alla lista qualche altro nome. Ciascuno cerca di rosicchiare una fetta di elettori all’altro, forse ormai nemmeno confidando di arrivare al ballottaggio, ma tentato quasi esclusivamente dal fare una figura migliore degli altri candidati, in modo da non soccombere e alzare il prezzo nella partita più grande, quella degli equilibri interni sul piano nazionale. Da quando Giorgia Meloni è scesa in campo, un paio di settimane fa, come candidata di Fratelli d’Italia e appoggiata dalla Lega Nord a sindaco di Roma, il leader del Carroccio, Matteo Salvini, sembra quasi disinteressato al destino del voto capitolino, puntando semmai ad accreditarsi finalmente come leader della coalizione, disarcionando l’ex premier Silvio Berlusconi.

Il fronte anti-Salvini si compatta?

Quest’ultimo sta tentando di recuperare un sottile dialogo con gli uomini di Angelino Alfano da un lato e quelli di Raffaele Fitto dall’altro, perché il loro candidato Alfio Marchini sarebbe quello potenzialmente con il maggiore spazio di crescita, se godesse degli appoggi giusti. Non è andata in soffitta l’ipotesi di creare un ticket con Bertolaso, anche se ad essere interessato sembra più quest’ultimo, mentre l’imprenditore spera ancora realmente di potere arrivare al Campidoglio. E l’ex capo della Protezione Civile crede di potere “arruolare” tra i suoi anche Francesco Storace, che pur godendo nei sondaggi di un paio di punti percentuali al massimo, potrebbe risultare prezioso nel rosicchiare consensi alla Meloni, che in questo modo sarebbe isolata nel centro-destra, trovandosi di fronte il muro di un’alleanza tra gli altri candidati della coalizione che fu, ciascuno dei quali con un motivo in tasca per cercare di “fargliela pagare” alla leader di FdI.

     

Rischio isolamento per Meloni

Se questa non arrivasse al ballottaggio e al suo posto dovesse farcela, per ipotesi, il tandem Bertolaso-Marchini o viceversa, sarebbe un disastro per l’ex ministro delle Politiche giovanili e di riflesso per le ambizioni alla leadership di Salvini. Fiutato il rischio, quest’ultimo potrebbe sganciare di fatto, lasciando isolata la candidata, tirandosi fuori dalla mischia e adducendo alla ritirata la motivazione del caos. Per questo, la Meloni punta su un ritornello costante: se passa l’alleanza Bertolaso-Marchini sarebbe la benedizione del Patto del Nazareno, ovvero l’ufficializzazione del legame sotterraneo tra Berlusconi e il premier Matteo Renzi. Basterà questo appello quasi disperato a portarle i voti degli elettori spaesati del centro-destra romano? E se consapevole dei sondaggi pietosi, Bertolaso non si ritirasse nelle prossime settimane, decidendo di appoggiare Marchini, che nella Capitale potrebbe sperare veramente ad arrivare al ballottaggio, giocandosi la poltrona di primo cittadino con la grillina Virginia Raggi? Il rischio isolamento per la Meloni è altissimo. Ha fatto leva sulle amicizie sbagliate, ritenendo di poter fare fronte comune con un Salvini, che ha già altri progetti, dei quali che vi sia o non via il piccolo partito di Fratelli d’Italia è quasi indifferente.  

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