Canapa light, commercio a rischio: ecco la decisione del Consiglio superiore di sanità

Il commercio della canapa light a rischio per la decisione del Consiglio superiore di sanità: ecco perché.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Il commercio della canapa light a rischio per la decisione del Consiglio superiore di sanità: ecco perché.

Il Css, Consiglio superiore di sanità, si è espresso in maniera negativa sulla cosiddetta canapa light, dopo la richiesta presentata dal precedente ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Di fatto, il Consiglio superiore di sanità raccomanda che non sia consentita la libera vendita della canapa light, giudizio che non potrà non avere delle conseguenze sui canapa shop, il nuovo business per centinaia di persone in Italia. Ad aver aperto un negozio fisico a Milano per la vendita della cannabis legale c’è anche il famoso rapper italiano J-Ax, che ha voluto unire il nuovo brand ad un suo singolo di grande successo, Maria Salvador.

La risposta del ministro Grillo

Il giudizio del Consiglio superiore di sanità ha espresso il proprio giudizio lo scorso 10 aprile, quando ancora il governo del cambiamento, come si è autodefinito, si sarebbe dovuto insediare. Interrogata sulla questione, il nuovo ministro della Salute Giulia Grillo (Movimento 5 Stelle) ha dichiarato di attendere il parere dell’Avvocatura di Stato. Soltanto in seguito, ha specificato il ministro, prenderà una decisione, di concerto con gli altri ministri, basandosi anche sugli elementi forniti dagli altri Ministeri, tra cui Interno, Sviluppo economico, Infrastrutture e trasporti, Agricoltura.

La versione di un farmacologo

Il Sole 24 Ore, nell’approfondimento dato alla notizia, dà spazio alla versione di un noto farmacologo, il professionista Silvio Garattini, attuale direttore dell’Istituto Negri di Milano. Il farmacologo sottolinea come lo 0,2 per cento, percentuale entro cui è consentita la vendita della cosiddetta canapa light, non rappresenta una dose omeopatica, affermando che anche in questa percentuale ci potrebbero essere dei danni per la salute della persone che decide di assumere la canapa legale acquistata nei canapa shop fisici e online diffusisi a macchia d’olio in Italia negli ultimi mesi. Silvio Garattini conclude sostenendo il proprio punto di vista: secondo lui, sarebbe preferibile evitare la vendita indiscriminata.

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Argomenti: Economia Italia