Campanella vs Casaleggio: M5S a un bivio chiamato alleanza

Francesco Campanella esprime sul suo profilo Facebook tutto il suo dissenso contro la partecipazione di Casaleggio al Forum Ambrosetti di Cernobbio. Ma quella di Campanella non è solamente una voce fuori dal coro. La parola "alleanza" fa discutere e, alla vigilia di una crisi di governo sempre più probabile, il Movimento 5 Stelle è a un bivio chiamato alleanza.

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Francesco Campanella esprime sul suo profilo Facebook tutto il suo dissenso contro la partecipazione di Casaleggio al Forum Ambrosetti di Cernobbio. Ma quella di Campanella non è solamente una voce fuori dal coro. La parola

Non è un caso che ieri abbiamo titolato “Casaleggio al ‘Bilderberg italiano’“. Così come non è casuale l’aria di dissenso e di scissione che si respira all’interno del Movimento 5 Stelle, giunto ormai a un bivio chiamato alleanza alla vigilia di una crisi di governo sempre più probabile. Dopotutto, il momento politico è cruciale: ci si avvicina sempre di più verso un governo Letta bis, rientra il gioco delle alleanze e delle opposizioni, e quando questo gioco inizia il Movimento 5 Stelle non sta a guardare. Forse perché alcuni deputati pentastellati sono semplicemente stanchi di restare a guardare e vogliono far parte della coalizione di governo invece che restare all’opposizione aspettando il consenso della maggioranza assoluta degli elettori italiani. E non è dunque un caso che il senatore M5S Francesco Campanella abbia espresso il proprio parere pubblicando su Facebook questa emblematica frase: “Sto in un MoVimento che non ama i potenti e si tiene lontano dalle loro stanze dorate. A Cernobbio uno di noi non c’entra nulla. Come a dire: ma come? Niente alleanze, però si rincorrono gli applausi del gotha della finanza? Ognuno fa quel che vuole, allora. La crisi di governo è a un passo e Brunetta ha anche parlato di una nuova coalizione formata da 20 ex M5S: una fronda che sembra destinata ad aumentare visti i recenti malumori all’interno del Movimento.   LEGGI ANCHE Casaleggio al “Bilderberg italiano” su Porcellum, democrazia diretta e web: ecco cosa ha detto  

Campanella vs Casaleggio: ecco perché

Alla Stampa, Campanella ha detto la sua: “Il Forum Ambrosetti è una realtà che manca di trasparenza.

E la trasparenza è la nostra stella polare. Al massimo sarei andato per protestare, non per partecipare”. Un po’ come fece Carlo Sibilia quando andò (di tasca sua) perfino a Watford per protestare davanti al Grove Hotel, dove i potenti della terra discutevano in privato in occasione di Bilderberg 2013. Ma Sibilia, intervistato da Agorà, ha voluto precisare: “Io penso che Casaleggio non abbia avuto nessun colloquio privato con i politici.
E’ un guru, un pensatore di altissimo livello e penso sia giusto che parli di questo, non di politica perché non è un eletto. E’ andato lì a fare un seminario, non c’è nulla di strano. A differenza di ciò che avviene al Bilderberg, non ha parlato in privato con nessuno”.
Eppure è andato a prendersi gli applausi di Mario Monti e delle banche per un discorso che ha virato sulle idee del Movimento 5 Stelle e sulle strategie di comunicazione politica. Una cosa che a Campanella non è andata giù, lui che alla parola “alleanza” non trema come una foglia, né mette le mani avanti come ad allontanare un pensiero così eretico. Il pensiero di Campanella sembra chiaro e limpido: c’è un Paese da salvare e gli accordi, a volte, non sono da buttare via.  

Alcuni senatori M5S cercano il dialogo

Quegli stessi accordi che per Dario Fo rappresenterebbero il suicidio del M5S. E anche qui ecco un nuovo senatore M5S che sbuffa: “Quando Dario Fo parla di politica mi girano le palle”, è la dichiarazione shock di Lorenzo Battista, altro pentastellato a cui piace il dialogo e che vorrebbe un Movimento più propositivo. Sotto questo aspetto, sulla stessa lunghezza d’onda, Luis Alberto Orellana, che però fa una specie di dietrofront: “Non lascio il Movimento”, ma allo stesso tempo “il Movimento deve diventare propositivo”.  

M5S a un bivio: cosa succederà?

Insomma, a poche ore da un voto che deciderà il futuro del governo Letta (e del Paese), il Movimento 5 Stelle è a un bivio, lacerato da tensioni interne e da malumori: colpa di un dialogo che non c’è o di una base troppo dittatoriale? Quel che è certo è che nelle prossime ore ne vedremo delle belle.  

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