Cambio euro-dollaro verso quota 1,15, giù il prezzo del petrolio

Cambio euro-dollaro in crescita e quotazioni del petrolio in calo dopo la Fed. Critiche agli USA dal banchiere Lorenzo Bini Smaghi.

di , pubblicato il
Cambio euro-dollaro in crescita e quotazioni del petrolio in calo dopo la Fed. Critiche agli USA dal banchiere Lorenzo Bini Smaghi.

Com’era ampiamente prevedibile, la decisione della Federal Reserve di non alzare i tassi USA ha indebolito il dollaro, nonostante fosse grosso modo scontata dal mercato. In mattinata, il biglietto verde perde mediamente lo 0,20% contro le 16 principali valute del pianeta, scivolando ai livelli più bassi delle ultime 3 settimane. Su base mensile arretra dell’1,1% e dell’1,9% rispetto al picco di settembre, toccato 11 giorni fa. Su base annua, tuttavia, resta in rialzo del 13,5% e del 5,2% dall’inizio dell’anno. Il cambio euro-dollaro registra in questo momento un lievissimo aumento a 1,1419, segnando un rialzo mensile del 3,2%. Dall’inizio del mese, la moneta unica ha guadagnato l’1,8% contro il biglietto verde. A questo punto, immaginare che la soglia di 1,15 possa essere sfondata nuovamente, dopo che ciò è accaduto per la prima volta dopo 8 mesi il  24 agosto scorso non è irrealistico. Nel breve termine, il dollaro dovrebbe indebolirsi mediamente contro le altre valute e se il mercato percepisse che la stretta monetaria potrebbe essere rinviata persino all’anno prossimo, i movimenti sul valutario sarebbero ancora più decisi.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/cambio-euro-dollaro-sopra-110-dal-10-agosto-quali-previsioni-da-domani-dopo-la-fed/   Contrariamente alle attese, le quotazioni del petrolio stanno reagendo negativamente nel dopo-Fed. In teoria, un dollaro più debole incentiva la domanda delle materie prime, denominate nella divisa americana, ma pare che in queste ore stia prevalendo la consapevolezza che l’America non alzi i tassi, perché l’economia mondiale è più fragile di quello che sembra. Ecco, quindi, che il Wti  scivola di 53 centesimi a 46,37 dollari al barile, mentre il Brent segna un calo di 25 centesimi a 48,83 dollari.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/petrolio-quotazioni-basse-per-altri-15-anni-lopec-le-vede-a-80-nel-2020/   Da registrare, infine, la presa di posizione di Lorenzo Bini Smaghi, ex banchiere centrale presso la BCE, attualmente presidente di Société Générale e di Snam, che ha criticato la Fed, sostenendo che proprio i tassi zero degli USA sarebbero fonte di instabilità e dio volatilità sui mercati mondiali. Secondo Bini Smaghi, le mosse della banca centrale americana non avrebbero conseguenze sull’economia USA, che è forte, né su quella dell’Eurozona, che si è già preparata a un rialzo dei tassi, ma impatterebbero negativamente sui mercati del pianeta più deboli e più esposti.   APPROFONDISCI – https://www.

investireoggi.it/economia/i-tassi-zero-negli-usa-non-entusiasmano-piu-ecco-perche/  

Argomenti: