Cambio euro-dollaro sopra 1,10 dal 10 agosto, quali previsioni da domani dopo la Fed?

Cambio euro-dollaro sopra quota 1,10 da 5 settimane. Cosa accadrà da domani, dopo la decisione della Fed sui tassi USA?

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Cambio euro-dollaro sopra quota 1,10 da 5 settimane. Cosa accadrà da domani, dopo la decisione della Fed sui tassi USA?

L’ultima volta che il cambio euro-dollaro chiudeva la seduta sotto la soglia di 1,10 è stato lo scorso 10 agosto, quando il rapporto tra le due valute si attestò a 1,096. Da allora, siamo sempre stati su valori superiori a tale limite e, addirittura, il 24 agosto scorso è stata sfondata anche la barriera di 1,15, arrivando a 1,1506. Potrebbe sembrare una contraddizione che l’euro sia schizzato ai massimi dal 20 gennaio scorso proprio nel giorno, in cui i mercati finanziari internazionali sono stati violentemente scossi dal crollo della Borsa di Shanghai, sui timori per il rallentamento dell’economia cinese. In teoria, quando gli investitori hanno paura si rifugiano nel dollaro. Stavolta è accaduto il contrario. In realtà, il 24 agosto scorso, il mercato ha iniziato a scontare un rinvio del rialzo dei tassi USA, proprio sulla scia delle tensioni finanziarie nel pianeta. Pertanto, l’euro ha iniziato a risalire la china contro il biglietto verde e oggi guadagna il 2,4% su base mensile e lo 0,8% dall’inizio del mese. Non siamo ancora a un vero recupero delle perdite accusate negli ultimi 16 mesi, considerando che l’8 maggio del 2014, il cambio euro-dollaro sfiorava 1,40, né stiamo ipotizzando una tale direzione, ma certamente il rafforzamento del biglietto verde la moneta unica si è preso una pausa.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/cambio-euro-dollaro-cosa-ci-insegna-lultima-stretta-monetaria-usa/  

Super-dollaro si prende una pausa?

Il fenomeno sta riguardando un pò tutte le principali valute del pianeta, contro le quali il dollaro perde lo 0,8% su base mensile, 3 volte meno, però, di quanto non si sia indebolito contro l’euro. Ciò si ha anche per i dati macroeconomici complessivamente in lieve miglioramento nell’Eurozona, dove anche l’inflazione tenderebbe a risalire, rendendo meno necessario in futuro il varo di nuovi stimoli monetari della BCE. Ma cosa accadrà, se domani la Federal Reserve non alzerà i tassi? E’ probabile che i mercati reagiranno euforicamente e che gli acquisti si concentreranno temporaneamente (la stretta monetaria americana sarebbe solo rimandata di qualche mese) su euro, yen e sterlina, in particolare. Il cambio euro-dollaro potrebbe allora sì tornare a sfondare la soglia di 1,15, salvo lentamente retrocedere nelle settimane seguenti, man mano che tornerebbero in auge le aspettative restrittive sulla politica monetaria USA. Viceversa, se la Fed alzasse i tassi, lo stupore sarebbe solo parziale, perché il mercato ha già da mesi , grosso modo, anticipato gli effetti di una stretta e non è detto, quindi, che il cambio euro-dollaro scivolerebbe sotto la soglia di 1,10, anche se è probabile che vi sosterà nelle immediate vicinanze.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/la-fed-alzera-i-tassi-usa-con-mezzo-mondo-a-rischio-deflazione/  

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