Cambio euro-dollaro oltre 1,25, ma la moneta unica non va forte con tutte le divise

Il cambio euro-dollaro sfonda 1,25, anche se la moneta unica non si sta rafforzando contro tutte le divise e nel complesso guadagna molto meno di quanto si pensi.

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Il cambio euro-dollaro sfonda 1,25, anche se la moneta unica non si sta rafforzando contro tutte le divise e nel complesso guadagna molto meno di quanto si pensi.

Mentre Mario Draghi parlava in conferenza stampa e tra l’altro additava proprio la recente volatilità del cambio come fonte di incertezza per l’economia e una minaccia per il raggiungimento del target d’inflazione, il cambio euro-dollaro sfondava la soglia di 1,25, salendo fino all’apice di 1,2527, guadagnando oltre tre quarti di punto percentuale rispetto ai livelli di chiusura di ieri.

Il cross tra le due divise più importanti al mondo si è portato così ai massimi da oltre 3 anni, anche se dopo la fine della conferenza stampa, ritracciava poco sotto 1,25 sulle parole del governatore della BCE, che vede “pochissime probabilità per un rialzo dei tassi quest’anno”. Comunque sia, la moneta unica ha messo a segno questo mese un rialzo del 3% contro il biglietto verde, anche se più che altro dovremmo dire che sia stato quest’ultimo ad essersi indebolito. Mediamente, infatti, il dollaro ha perso a gennaio proprio un 3% secco contro le altre divise, scendendo ai livelli più bassi da oltre 3 anni.

Attenzione a pensare che l’euro si stia rafforzando in maniera generalizzata, almeno non in simile misura. In media, esso risulta avere guadagnato lo 0,5% a gennaio, 6 volte in meno di quello che lascerebbe pensare il solo cambio contro il dollaro. Anzi, proprio nel pomeriggio di oggi, è sceso ai minimi da sette mesi contro la sterlina e sotto quota 87, perdendo da inizio anno il 2%. La sterlina si è rafforzata contro il dollaro a un cambio superiore a 1,42, praticamente tornando poco sotto i livelli in cui si attestava il giorno del referendum sulla Brexit, quel 23 giugno 2016, quando scambiava ancora a 1,50. Rispetto ad allora, comunque, le perdite risultano ora contenute a circa il 5,3%.

L’euro si sta rafforzando contro lo yen, ma dello 0,6% questo mese, sostanzialmente in linea con l’andamento generale. Guadagna un altro 1,2% contro lo yuan, mentre arretra contro le corone scandinave: -0,3% contro quella svedese e un tonfo del 2,6% contro quella norvegese. Insomma, se è vero che il cambio euro-dollaro viene utilizzato sul mercato valutario come una proxy per valutare la relativa forza della moneta unica, stavolta sarebbe bene allargare lo sguardo alle altre principali divise.

(Leggi anche: Cambio euro-dollaro sopra 1,20 e la BCE corre subito ai ripari)

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