Cambio euro-dollaro non sconta nuovi stimoli BCE

Cosa segnala il cambio euro-dollaro nelle ultime settimane?

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Cosa segnala il cambio euro-dollaro nelle ultime settimane?

Settembre è mese di numerosi board di altrettante banche centrali: 30 se ne terranno in tutto il mondo, anche se due sono essenzialmente gli appuntamenti più attesi, quello della Federal Reserve del 20-21 e quello tra una settimana della BCE.

Ad agosto, l’inflazione nell’Eurozona è rimasta invariata allo 0,2% su base annua, quando gli analisti erano arrivati ad attendersi fino a un +0,6%, in scia alla ripresa delle quotazioni del petrolio.

Il dato viene considerato un punto a favore di chi nella BCE intende potenziare sin da questo mese gli stimoli monetari.

Nel frattempo, gli USA mostrano che la crescita economica resterebbe robusta per l’economia americana, con 177.000 nuovi posti di lavoro creati nel settore privato ad agosto, superiori alle attese, e una ripresa del mercato dei mutui, con richieste cresciute del 2,1% dal -2,8% del mese precedente.

I mercati stanno scontando da settimane il secondo rialzo dei tassi USA, che verosimilmente potrebbe essere annunciato tra tre settimane. Sarebbe nell’ordine dello 0,25% e porterebbe il livello dei tassi americani nel range 0,50-0,75%.

Cambio euro-dollaro sconta nuovi stimoli BCE?

Da qui, il rafforzamento del dollaro contro le principali valute del pianeta, euro compreso. Ma gli investitori stanno per caso scontando solo una nuova stretta Fed o anche un possibile ulteriore potenziamento degli stimoli BCE? Per capirlo, dobbiamo indagare sul cambio euro-dollaro.

Nell’ultimo mese, esso si è indebolito dello 0,2%, mentre nelle ultime due settimane è scivolato di poco quasi l’1,8%. Nel frattempo, però, il dollaro si è apprezzato di oltre mezzo punto percentuale in media contro le altre valute da inizio agosto e di quasi l’1,6% nelle ultime due settimane. Dunque, i movimenti del cambio euro-dollaro sarebbero sostanzialmente in linea con quelli delle altre divise mondiali più importanti contro il biglietto verde.

Ciò lascia supporre che il mercato non starebbe dando credito a una divergenza significativa tra la politica della Fed e quella della BCE. In buona sostanza, i traders sanno che ci sarà un imminente mini-rialzo dei tassi USA, ma non credono a un nuovo aumento degli stimoli nell’Eurozona, l’ultimo dei quali è stato varato solo nel marzo scorso e a decorrere da giugno vengono acquistati anche corporate bond.

 

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