Cambio euro-dollaro, le previsioni possibili sulla direzione a breve

Cambio euro-dollaro a +2,5% dal 9 marzo scorso, prima della BCE. Adesso è tempo di azzardare qualche previsione.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Cambio euro-dollaro a +2,5% dal 9 marzo scorso, prima della BCE. Adesso è tempo di azzardare qualche previsione.

Dalla vigilia del board della BCE, quando Mario Draghi ha annunciato il varo di nuovi stimoli monetari nell’Eurozona, il cambio euro-dollaro si è rafforzato di oltre il 2,5%. Dopo un indebolimento iniziale della moneta unica, si è registrata una risalita, accelerata il mercoledì sera con il comunicato della Federal Reserve, che come da previsioni non ha alzato i tassi USA, ma ha sottolineato più delle attese i rischi incombenti sull’economia americana. Il cambio euro-dollaro ha oltrepassato la soglia di 1,13 e al momento si attesta in lieve calo a 1,1279, dopo che sempre Draghi ha rinnovato l’impegno a tagliare ulteriormente i tassi e a potenziare gli stimoli, se necessario, in un crescendo di segnali accomodanti senza fine, che appaiono a metà tra il rituale e il patetico, frutto della frustrazione che Francoforte nutre ogni giorno di più dinnanzi al flop della propria impostazione.

Perché il dollaro si è indebolito

Dall’inizio del mese, la moneta unica ha guadagnato contro il biglietto verde il 4%, quasi la stessa percentuale segnata da inizio anno. Dunque, la direzione del cambio è opposta a quella desiderata, ma a questo punto vale la pena chiedersi se proseguirà o se subirà un’inversione di marcia. La ragione dell’indebolimento del dollaro, pari al 2% negli ultimi 2 giorni contro le principali valute del pianeta, è dovuta alla conferma di una stretta USA meno veloce del passato, in linea con le attese della vigilia per un paio di rialzi dei tassi entro la fine dell’anno, ma come dicevamo, il governatore Janet Yellen si è concentrato troppo in conferenza stampa sui “rischi globali”, lasciando intendere ai mercati che sarà molto prudente nell’incedere con il ciclo restrittivo, non avendo alcuna voglia di rafforzare il biglietto verde oltre il dovuto.      

Previsioni cambio euro-dollaro

Resta il fatto, però, che la Fed sia oggi l’unica grande banca centrale del pianeta a segnalare una politica monetaria un po’ più restrittiva nei prossimi mesi, quando le altre, con parziale eccezione della Bank of England, fanno a gara per mostrarsi quanto più accomodanti possibili. Che, poi, la stretta americana sarà molto graduale è un altro dato già assodato, ma è verosimile ipotizzare che, con l’avvicinarsi del prossimo Fomc di fine aprile o molto più concretamente della riunione di giugno o luglio, quando la Yellen annuncerà il prossimo rialzo dei tassi, il cambio euro-dollaro potrebbe subire una qualche pressione al ribasso, perché gli acquisti sugli assets denominati nella divisa USA dovrebbero irrobustirsi. Per il resto a segnare l’una o l’altra direzione nelle prossime settimane sarà la propensione al rischio del mercato. Alla lettura di buone notizie sul fronte dell’economia globale e del diradarsi delle nubi sulla crescita, la moneta unica dovrebbe rafforzarsi, così come le altre divise contro il dollaro, anche se questo trend sarebbe limitato dal venir meno di quei rischi di cui parlava mercoledì sera la Yellen, cosa che ci spingerebbe a ipotizzare una stretta americana meno graduale. Le cattive notizie, invece, peseranno negativamente sull’euro, perché in tempi incerti, gli investitori si buttano sui beni-rifugio, tra cui oro e assets in dollari, come i Treasuries, mentre ci si aspetterebbe da Draghi lo “sparo” degli ultimi colpi di artiglieria disponibili sul fronte delle misure di politica monetaria. Vero è che un quadro globale negativo potrebbe persino sospendere a lungo la stretta appena inaugurata a dicembre in America, ma difficilmente la Fed si rimangerebbe la parola, tornando ad azzerare i tassi. Dunque, essa avrebbe un limite al ribasso, che altre banche centrali al momento hanno meno. Per questo, azzardiamo a prevedere un cambio euro-dollaro più debole con le cassandre dell’economia da qui alle prossime settimane, mentre nel caso di un clima di maggiore ottimismo, il rafforzamento dell’euro dovrebbe battere la tendenza dello stesso biglietto verde ad apprezzarsi.      

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Argomenti: Bce, Cambio euro-dollaro, Economia Europa, Economia USA, Fed, stimoli monetari, super-dollaro, tassi USA