Cambio euro-dollaro in zona 1,05 con il QE potenziato per Goldman Sachs

Cambio euro-dollaro giù di 6-10 centesimi dai livelli attuali, secondo Goldman Sachs, che prevede un potenziamento del QE della BCE.

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Cambio euro-dollaro giù di 6-10 centesimi dai livelli attuali, secondo Goldman Sachs, che prevede un potenziamento del QE della BCE.

Il cambio euro-dollaro si attesta oggi a 1,1245, cedendo lo 0,37% rispetto alla chiusura di venerdì, seduta nel corso della quale aveva toccato un’apice di 1,1456. Il mancato rialzo dei tassi USA, quindi, non ha rinvigorito la moneta unica, perché probabilmente il mercato si attende solo un rinvio di qualche mese della stretta monetaria. Anzi, Goldman Sachs prevede che si verifichi esattamente lo scenario opposto, ossia che l’euro s’indebolisca tra 6 e 10 centesimi contro il biglietto verde dai valori attuali, in seguito a prolungamento atteso della durata del  “quantitative easing”, il piano di acquisto dei titoli di stato dell’Eurozona, dei titoli Abs e dei “covered bond”, che la BCE ha varato a gennaio e ha iniziato ad attuare sin dal mese di marzo, garantendo di mantenerlo in vita fino al settembre dell’anno prossimo o fino a quando non sarà raggiunto il target sull’inflazione.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/quantitative-easing-nuovi-stimoli-monetari-in-arrivo-dalla-bce/   Secondo la banca d’affari americana, il QE durerà, invece, fino alla metà del 2017 e subirà un rallentamento dai 60 miliardi di euro di acquisti mensili, a partire dai primi mesi del 2017. In pratica, Goldman Sachs riterrebbe che la BCE non sia in grado di centrare l’obiettivo di una crescita dei prezzi nell’Eurozona vicina al 2% con questi stimoli monetari. Proprio un cambio più debole potrebbe servire a Francoforte per ravvivare l’inflazione, specie se le quotazioni del petrolio non dovessero risalire dai livelli attuali. Lo scorso venerdì, il membro direttivo della BCE, Benoit Coeuré, aveva dichiarato che l’istituto sarebbe pronto ad aumentare la portata degli stimoli, ove occorresse. Ma con la carenza di offerta di bond sul mercato secondario non si vede come possa, addirittura, essere accresciuto il raggio di azione temporale del QE.   APPROFONDISCI –  https://www.

investireoggi.it/economia/banche-centrali-contro-la-fed-i-segnali-di-irritazione-da-bce-e-boe/      

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