Cambio euro-dollaro in rialzo a 1,12 sul giallo sulle dichiarazioni di Obama al G7

Il cambio euro-dollaro sale dell'1% sulle presunte dichiarazioni di Barack Obama al G7 e i dati sulla produzione industriale in Germania. Il rialzo dei tassi USA, però, potrebbe essere vicino.

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Il cambio euro-dollaro sale dell'1% sulle presunte dichiarazioni di Barack Obama al G7 e i dati sulla produzione industriale in Germania. Il rialzo dei tassi USA, però, potrebbe essere vicino.

S’indebolisce il biglietto verde, mentre si rafforza la moneta unica oggi. Il supporto per il cambio euro-dollaro è stato dato da due elementi. In primis, i dati sulla produzione industriale in Germania ad aprile, che sono stati migliori delle attese, in crescita dello 0,9% mensile e dell’1,4% annuo, hanno corroborato la fiducia sulla ripresa dell’economia nell’Eurozona. Pertanto, insieme alla risalita in atto dell’inflazione, il mercato starebbe scontando un minore bisogno di stimoli monetari, o almeno di una loro proroga dalla BCE, essendo stati centrati gli obiettivi che questi si era prefissa al momento del loro varo. E nelle scorse ore si è aperto un “giallo” sulle presunte preoccupazioni espresse dal presidente USA, Barack Obama, al G7 in Germania, con riferimento all’apprezzamento eccessivo del dollaro di questi ultimi mesi. La Casa Bianca ha smentito che Obama abbia esternato preoccupazioni sulla divisa americana, mentre ha confermato che egli avrebbe spronato il consesso a promuovere la crescita delle rispettive economie con le riforme, la politica fiscale e quella monetaria.   APPROFONDISCI – Spread BTp-Bund a 129 bp, rendimenti al 2,21% e cambio euro-dollaro sopra 1,12. Fine dell’euforia?  

Forza di dollaro ed euro al tavolo del G7

E poco fa, il premier Matteo Renzi ha confermato la discussione intorno ai cambi di euro e dollaro, ma smentendo che sia avvenuta in polemica. Al contrario, spiega, essa è stata incentrata sull’impatto che le due valute hanno sulla crescita dell’economia. Ma tanto è bastato per contribuire a indebolire il dollaro stamane, scambiato a 1,12 contro l’euro, registrando uno scivolamento dell’1% rispetto  ai valori di chiusura di venerdì. Il fatto è che la settimana scorsa, in seguito al consueto monitoraggio, l’FMI ha consigliato alla Federal Reserve di non alzare i tassi fino all’anno prossimo, sostenendo che un eventuale ulteriore apprezzamento del dollaro avrebbe un impatto negativo sull’economia americana.

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Preoccupazioni sui tassi Fed

E stamane, anche il ceo di Credit Suisse ha espresso preoccupazione sulla stretta monetaria, sostenendo che quando arriverà, dopo anni di politiche dei tassi  zero, avrà un effetto dirompente sulle economie. La prossima settimana si riunisce la Fed, che dovrà decidere se alzare o lasciare invariati i tassi USA e in questo secondo caso, se e come segnalare al mercato l’avvio prossimo della stretta. E’ probabile che essa arrivi anche prima di quando si attendano gli investitori. Il primo rialzo dei tassi potrebbe avvenire in estate, anche se sarebbe seguito da altri aumenti dal ritmo più blando delle precedenti strette. Il livello dei tassi e il cambio del dollaro sono legati tra di loro. Per questo, l’istituto guidato da Janet Yellen tentenna da mesi sulla tempistica della svolta monetaria, temendo che il super-dollaro, apprezzatosi a marzo ai massimi da quasi 12 anni a questa parte, possa impattare negativamente sui prezzi interni, attraverso il minore costo dei beni importati, e danneggiare le importazioni, rallentando la ripresa della prima economia mondiale.   APPROFONDISCI – Fed, il rialzo dei tassi USA è possibile anche a giugno. Cambio euro-dollaro sotto 1,09      

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