Cambio euro-dollaro e spread BTp-Bund in netta risalita, cos’è successo?

Cambio euro-dollaro e spread BTp-Bund, ecco perché gli scossoni delle ultime ore. La moneta unica cede oggi lo 0,7%, ma resta vicina a 1,09 contro il biglietto verde.

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Cambio euro-dollaro e spread BTp-Bund, ecco perché gli scossoni delle ultime ore. La moneta unica cede oggi lo 0,7%, ma resta vicina a 1,09 contro il biglietto verde.

Le decisioni della BCE sui tassi e sul “quantitative easing” hanno deluso il mercato, che ha reagito immediatamente. Con l’avvicinarsi del comunicato dell’istituto delle ore 13.45, il cambio euro-dollaro mostrava un rafforzamento, passando da 1,0548 delle ore 13.15 a 1,0666 del minuto esatto, in cui Francoforte annunciava un solo taglio di 10 punti base dei tassi sui depositi overnight delle banche. A quel punto, l’attenzione si sposta sulla conferenza stampa del governatore Mario Draghi, che inizia puntuale alle 14.30, quando l’euro tocca il massimo della seduta a 1,0838 contro il biglietto verde, salendo al livello più alto da quasi un mese a questa parte, salvo scendere al valore attuale di 1,0824, che resta pur sempre il maggiore dal 12 novembre scorso.

Spread BTp-Bund in netta risalita

Lo stesso scenario si vive sul mercato dei bond governativi, come dimostrano i rendimenti sovrani. Analizziamo l’andamento di quelli del BTp con scadenza decennale: lo spread con gli omologhi titoli tedeschi è di appena 90-91 punti base poco prima del comunicato, ma s’impenna oltre 100 bp esattamente in coincidenza con l’uscita di quest’ultimo. Non è tutto: dopo che Draghi ha iniziato a parlare in conferenza stampa, esplode a 130 bp, scendendo solo dalle ore 15.00, per attestarsi successivamente intorno 110 bp prima e ai 100 bp dopo. I rendimenti a 10 anni salgono così di una decina di punti all’1,48%, ma avevano sfiorato l’1,60%. La conferma della delusione delle misure annunciate da Francoforte arriva anche dalle borse. L’indice Ftse Mib di Piazza Affari, che mentre scriviamo resta in calo dell’1,30%, passa dai 22.800 ai 22.700 punti tra il comunicato e l’inizio della conferenza stampa, pur con ampie e ripetute oscillazioni nel frattempo, ma appena il governatore spiega le misure, si ha il tonfo a 22.220 punti, seguito da un crollo ancora più marcato fino a un minimo di 22.127 punti, il livello più basso da una decina di giorni.  

BCE delude mercato

Ma di preciso cos’è accaduto e cosa potrebbe ancora accadere? Come avevamo avvertito nei giorni scorsi, il rischio che la BCE avrebbe potuto contrariare le aspettative del mercato erano alte, perché alte erano proprio le aspettative. Gli investitori avevano venduto euro e acquistato bond dell’Eurozona, nella previsione di una politica monetaria molto più accomodante delle misure appena varate. Si stimava un taglio dei tassi overnight di 10-20 punti base, un aumento degli acquisti mensili dagli attuali 60 miliardi a 75-80 miliardi e il loro allungamento di almeno 6 mesi. Non tutte le previsioni sono state soddisfatte, da qui la delusione. E’ probabile che un ruolo determinante lo abbiano avuto anche le stime aggiornate della BCE, non così peggiori di quelle precedenti, come ci si aspettava. Anzi, l’inflazione è stata limata di appena lo 0,1% per l’anno prossimo e il 2017, mentre il pil è stato alzato per l’anno in corso e per il 2017. Le variazioni non sono tali da giustificare la previsione di un ulteriore accomodamento monetario da parte a breve dell’Eurotower. D’ora in avanti, il mercato sarà guidato dalle decisioni della Federal Reserve, che quasi certamente alzerà i tassi USA il 16 dicembre prossimo. L’evento è atteso e molto scontato, per cui è improbabile che il cambio euro-dollaro viri verso la parità nelle prossime settimane, mentre sembra avverarsi la previsione di più di un analista, che avevano parlato di una risalita oltre quota 1,10.

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