Cambio euro-dollaro ai minimi da un mese, possibile rialzo tassi USA a marzo

La Fed potrebbe alzare ancora i tassi a marzo e il cambio euro-dollaro scende ai minimi da un mese. Il governatore Janet Yellen ha anche espresso cautela.

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La Fed potrebbe alzare ancora i tassi a marzo e il cambio euro-dollaro scende ai minimi da un mese. Il governatore Janet Yellen ha anche espresso cautela.

Ieri, è stato il giorno di Janet Yellen al Congresso USA, dove ha testimoniato sulla politica monetaria della Federal Reserve. Il governatore ha sostenuto la necessità di ulteriori rialzi dei tassi negli USA per i prossimi mesi, nel caso in cui l’inflazione e il mercato del lavoro continuassero ad andare nella direzione auspicata. Dopo queste parole, il cambio euro-dollaro è sceso sotto 1,06, ai livelli più bassi da un mese. Evidentemente, il mercato ha scontato con maggiore probabilità, rispetto al 30% stimato fino a ieri pomeriggio, che la Fed possa alzare i tassi al board di metà marzo. Ad oggi, sono attese tre strette nell’arco di quest’anno, dopo le due varate dal dicembre del 2015. (Leggi anche: Cambio euro-dollaro ai massimi da 8 settimane sugli attacchi di Trump alla Germania)

“Aspettare troppo a lungo non sarebbe saggio”, ha spiegato, perché costringerebbe l’istituto ad alzare successivamente i tassi a ritmi più rapidi, colpendo i mercati finanziari e mandando l’economia in recessione. L’espressione non è nuova e la stessa Yellen l’ha utilizzata in passato proprio davanti al Congresso americano per anticipare la stretta monetaria da lì a poco, anche se non necessariamente all’incontro subito successivo.

Yellen cauta sulla stretta

Eppure, la stessa Yellen ha aggiunto, che lo scenario di crescita “moderata” attesa per l’economia americana comprende l’ipotesi di politica monetaria accomodante; come dire, alzeremo i tassi, perché le condizioni macro sembrano assecondare tale operazione, ma con prudenza, altrimenti verrebbero meno proprio le condizioni.

La donna non si è voluta pronunciare sui cambiamenti di politica fiscale, annunciati dall’amministrazione Trump, che prevedono tagli alle tasse e spesa pubblica per le infrastrutture, limitandosi a notare come essa sia importante per sostenere la crescita e la produttività. (Leggi anche: Tassi USA, Fed verso posizione attendista)

Rialzo dei tassi USA a marzo non scontato

Nel confronto con le altre principali valute, dopo il discorso pronunciato dalla Yellen, il dollaro si è portato mediamente ai massimi da quasi tre settimane, anche se dopo i dati sull’occupazione USA a gennaio, le probabilità di una nuova stretta per il mese prossimo sembrano essersi affievolite.

Il tasso di disoccupazione è risalito lievemente al 4,8%, mentre il dato sull’inflazione preferito dall’istituto ha segnato una crescita annua dell’1,6% a dicembre, sotto il target del 2%. Ne consegue che la Yellen avrebbe ancora qualche spazio per rinviare il prossimo rialzo dei tassi alla tarda primavera, anche perché per una singolare sintonia con il presidente americano, nemmeno il governatore punta a rafforzare eccessivamente il dollaro, che inevitabilmente colpirebbe sia le esportazioni USA, rallentando la crescita economica, sia i prezzi, indebolendoli. (Leggi anche: Super dollaro sì o no, Trump cerca risposte)

 

 

 

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