Cambio euro-dollaro ai minimi da marzo, vediamo perché scenderà ancora

Il cambio tra euro e dollaro si porta ai minimi da 7 mesi e mezzo, ma da qui a dicembre non potrà che indebolirsi ancora. Vediamo perché.

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Il cambio tra euro e dollaro si porta ai minimi da 7 mesi e mezzo, ma da qui a dicembre non potrà che indebolirsi ancora. Vediamo perché.

Il cambio euro-dollaro scambia in questi minuti a 1,0885, il livello più basso da 7 mesi e mezzo, in sostanziale linea rispetto all’inizio dell’anno, bruciando così l’oltre +6% messo a segno fino al maggio scorso, quando la moneta unica era arrivata a salire fino a un massimo di 1,1569 contro la divisa americana. Cosa sta indebolendo il rapporto tra le due valute principali, che soltanto un mese fa si attestava in zona 1,12-1,13?

Sta tornando quella divergenza attesa nelle politiche monetarie perseguite tra le due sponde dell’Atlantico.

La Federal Reserve dovrebbe, salvo sorprese, tagliare i tassi USA a dicembre, dopo le elezioni presidenziali, le quali sarebbero vinte, sondaggi alla mano, dalla candidata democratica Hillary Clinton, la meno sgradita ai mercati finanziari dei due esponenti principali in corsa per la Casa Bianca. (Leggi anche: Cambio euro-dollaro, c’è un caso Italia?)

La divergenza attesa tra BCE e Fed cresce

Dal canto suo, la BCE sta sì iniziando a ipotizzare un ritiro graduale degli stimoli monetari, ma prima di farlo, ha segnalato che intende potenziarli, estendendone quanto meno al durata di alcuni mesi, dopo la fine del programma di acquisto dei bond a marzo.

A dicembre, ci troveremmo dinnanzi a questo scenario: la Fed alzerà di poco i tassi, ma quanto basta per ampliare la divergenza con la BCE, che al contrario annuncerebbe un rafforzamento del “quantitative easing”. E il 4 dicembre, 4 giorni prima che si terrà l’ultimo board dell’anno di Francoforte, l’Italia potrebbe bocciare le riforme istituzionali del governo Renzi, provocandone la caduta o la crisi politica, mentre l’Austria potrebbe mandare alla presidenza un politico neonazista, contrario alla UE. (Leggi anche: Banche centrali coordinate, grande divergenza non c’è)

Cambio euro-dollaro scenderà ancora per risalire nel 2017

I rischi politici sembrano propendere per lo più dal lato dell’Europa, nonostante la figura di Donald Trump a Washington spaventi non poco analisti e investitori, i quali, tuttavia, oggi scontano molto meno che un mese fa una sua vittoria alle presidenziali dell’8 novembre.

(Leggi anche: Crisi UE, tensioni a novembre?)

Per tutti questi motivi, il cambio euro-dollaro sembra destinato a scivolare ancora, magari in prossimità della soglia di 1,05, raggiunta oltre un anno e mezzo fa, quando la BCE iniziò ad attuare il QE. Occhio, però, perché il trend dovrebbe essere di breve durata, lasciando spazio sin dalle settimane successive a una risalita, la cui entità e velocità dipenderà sostanzialmente da quanto accomodante sarà percepita ancora la Fed e dalla capacità della UE di schivare i proiettili scagliatile contro dagli elettori di diversi paesi. La debolezza, da quest’ultimo punto di vista, sembra destinata a durare a lungo, essendo in programma nel 2017 elezioni in Olanda, Francia e Germania.

 

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