Cambio euro-dollaro ai minimi dal 2003, ecco perché il biglietto verde è così forte

Il cambio tra euro e dollaro si è portato ai livelli più bassi degli ultimi 12 anni. La divaricazione tra le politiche monetarie di Fed e BCE è alla base del trend ribassista per la moneta unica, ma durerà?

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Il cambio tra euro e dollaro si è portato ai livelli più bassi degli ultimi 12 anni. La divaricazione tra le politiche monetarie di Fed e BCE è alla base del trend ribassista per la moneta unica, ma durerà?

Il cambio tra euro e dollaro è sceso in mattinata di mezzo punto percentuale a 1,0734, il livello più basso da quasi 12 anni. Ma il biglietto verde si è apprezzato anche contro lo yen giapponese dello 0,7% a 122,03, dello 0,7% contro il dollaro australiano a 0,7652, dell’1,1% a 0,7305 contro il dollaro della Nuova Zelanda, e così via. Contro le principali valute, il dollaro è oggi ai massimi degli ultimi 11 anni e mezzo. 10 mesi fa, il cambio euro-dollaro era a un soffio da 1,40, oggi la moneta unica ha perso quasi il 23% contro la valuta americana.

Le ragioni del super-dollaro

Sono diversi gli elementi che stanno rafforzando il dollaro contro tutte le più importanti valute del pianeta. In primis, l’attesa per un rialzo dei tassi USA, che potrebbe verificarsi al board di giugno della Federal Reserve, stando alle previsioni degli analisti, che assegnano adesso il 57% di probabilità all’evento contro il 49% di giovedì scorso, prima che venissero pubblicati i dati sul mercato del lavoro negli USA, che hanno mostrato un costante miglioramento dell’occupazione. Adesso che l’economia americana sembra realmente robusta, cresce dentro la Fed la spinta per porre fine a 6 anni e mezzo di politica dei tassi zero e per avviare la necessaria stretta monetaria. Il governatore della Fed di Dallas, Richard Fisher, ha chiesto un graduale innalzamento dei tassi, avvertendo che ogni volta che la banca centrale americana ha iniziato la stretta dopo che era stata raggiunta la piena occupazione, ha portato l’economia USA in recessione.   APPROFONDISCI – Tassi USA, le nuove previsioni dopo i dati sulla disoccupazione di febbraio   Dunque, la politica monetaria americana sarà certamente più restrittiva da qui ai prossimi 3-6 mesi, mentre l’Eurozona ha allentato negli ultimi 6 mesi la sua politica monetaria. E con l’avvio di ieri del QE, la BCE immetterà ogni mese sui mercati 60 miliardi di euro, anzi oltre una settantina, considerando che acquisterà i titoli di stato sulla base dei loro valori di rimborso, quando sul secondario quotano mediamente il 25% in più. E sempre Francoforte si è vincolata a non alzare i tassi fino alla fine del 2016. Da ciò si ha una divaricazione delle politiche seguite da Fed e BCE per almeno i prossimi 2 anni, con la prima che dovrebbe portare i tassi intorno al 2,5% entro la fine dell’anno prossimo, mentre quelli per l’Eurozona rimarranno fermi a quasi zero. Ma il rafforzamento del dollaro è dovuto anche a un’altra considerazione: l’economia americana è l’unica grande del pianeta, oltre al Regno Unito, a crescere a un certo ritmo sostenuto, quando le altre principali economie (Eurozona, Cina, Giappone) mostrano segnali di debolezza. Ma fino a dove si porterà il cambio tra l’euro e il dollaro? Molto dipenderà dalla tempistica della stretta della Fed, la quale dovrà tenere anche conto del calo dell’inflazione, man mano che il dollaro si rafforza, rendendo i beni importati meno costosi. E con l’indice dei prezzi in lieve calo a gennaio, l’obiettivo di un’inflazione al 2% negli USA potrebbe allontanarsi, con ciò rallentando i tempi non tanto di un rialzo dei tassi, quanto del ritmo degli aumenti successivi. Se nella Fed prevarranno i timori delle “colombe”, è possibile che il dollaro nelle prossime settimane si prenderà una pausa. Il prossimo board di metà mese ci fornirà qualche indizio sulle intenzioni dell’istituto, perché avremo modo di verificare se nel comunicato sia rimasto o meno il termine “paziente”, con cui il governatore Janet Yellen farà capire se la stretta monetaria partirà da giugno o sarà spostata in piena estate.   APPROFONDISCI – L’euro crollerà a un rapporto di 1:1 contro il dollaro? Ecco la previsione clamorosa  

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Argomenti: Crisi Euro