Cambio euro-dollaro ai minimi da fine marzo, giù anche l’oro: cosa accade?

Cambio euro-dollaro ai minimi da quasi due mesi. Nelle ultime tre settimane ha perso oltre il 3%, cos'è successo?

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Cambio euro-dollaro ai minimi da quasi due mesi. Nelle ultime tre settimane ha perso oltre il 3%, cos'è successo?

Cambio euro-dollaro a -3% in 3 settimane, giù anche l’oro Ancora una limatura per il cambio euro-dollaro, che oggi scivola sotto 1,12, attestandosi nel tardo pomeriggio a 1,11935 e registrando un calo del 3,2% rispetto al 3 maggio scorso, data in cui aveva sfondato la soglia di 1,15, chiudendo la seduta a 1,1569. Rispetto all’inizio dell’anno, la moneta unica resta più forte del 2,8% contro il biglietto verde, ma non potrà sfuggire l’andamento del grafico, che è stato quasi costantemente crescente fino a inizio maggio, salvo ripiegare ai minimi da fine marzo. Che cosa succedendo? Vi ricordate quella divergenza attesa nell’ultima parte del 2015 tra la politica monetaria a medio termine della Federal Reserve e quella della BCE? Ebbene, dopo una sosta di circa quattro mesi, ha iniziato a riprendere vigore. Le dichiarazioni dei banchieri centrali dei due istituti segnalano un cammino in direzione tendenzialmente opposta. James Bullard, governatore della Fed di St.Louis, ha spiegato da Pechino, dove partecipa a un convegno, che sarebbero tre i fattori alla base di una normalizzazione a breve della politica sui tassi USA: miglioramento del mercato del lavoro, la risalita dell’inflazione al target del 2% e il venir meno delle tensioni internazionali.

Quotazioni oro giù

Gli fa eco il collega di San Francisco, John Williams, che citando un mercato del lavoro prossimo alla “piena occupazione” e un’inflazione tendente al target del 2%, ha stimato per quest’anno altri 2-3 rialzi dei tassi, il cui timing dipenderà dai dati macroeconomici. Se le parole di Williams corrispondessero a verità, la stretta americana procederebbe a un ritmo più veloce di quanto previsto in questi ultimi mesi; da qui, lo slancio del dollaro, che pur restando in calo del 2,8% contro le principali valute del pianeta dall’inizio dell’anno, nell’ultimo mese ha guadagnato l’1,3%. Non è un caso che le quotazioni dell’oro stiano cedendo anche oggi di circa mezzo punto percentuale, mostrando il segno meno per la quarta seduta consecutiva e scendendo a 1.246,6 dollari, in calo di oltre il 4% rispetto al 3 maggio scorso, quando per la prima volta dall’agosto del 2014 aveva chiuso le contrattazioni sopra i 1.300 dollari.

E’ naturale che il metallo risenta delle dichiarazioni da “falchi” dei diversi banchieri della Fed, trattandosi di un asset senza cedola.      

Taglio tassi BCE e altri stimoli in arrivo?

Da Francoforte, invece, parla il capo economista della BCE, Peter Praet, secondo cui l’istituto guidato da Mario Draghi avrebbe nella sua “scatola degli attrezzi” anche nuovi interventi sui tassi, paventando così ulteriori tagli. Vero è, ha riconosciuto, che non possono essere tagliati all’infinito, perché comportano anche costi, come l’impatto sui margini delle banche, ma ha anche avvertito che l’esperienza dimostrerebbe come la banca centrale europea disporrebbe di una vasta “fantasia”, tale per cui non sarebbe un problema nemmeno per il futuro varare eventuali nuove misure di stimolo monetario. Praet ha allontanato lo spettro di un dis-ancoraggio delle aspettative d’inflazione, anche se in alcuni paesi ha ammesso che si sarebbe notata una tendenza a un simile scollamento delle aspettative rispetto al target della BCE. Per questo, quindi, non potranno escludersi nuovi interventi. Questo lascia supporre un nuovo indebolimento potenziale dell’euro, specie proprio contro il dollaro, specie considerando che i dati di oggi sul Pmi manifatturiero nell’Eurozona a maggio hanno segnalato un calo della crescita della produzione, mentre quello sui servizi è rimasto inalterato, quando era atteso in lieve crescita. Sarebbe la conferma che la congiuntura nell’Eurozona si starebbe indebolendo, per quanto la ripresa dell’economia dovrebbe proseguire. Un pretesto in più, perché Draghi intervenga presto con un possibile mix di nuove misure.

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