Cambio euro-dollaro ai massimi da ottobre, ecco perché il mercato si riposiziona

Il cambio euro-dollaro sale ai massimi da oltre 100 giorni, mentre diminuiscono i rendimenti sovrani di USA e Germania e l'oro sale oltre quota 1.150 dollari l'oncia. Cosa significa tutto ciò?

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Il cambio euro-dollaro sale ai massimi da oltre 100 giorni, mentre diminuiscono i rendimenti sovrani di USA e Germania e l'oro sale oltre quota 1.150 dollari l'oncia. Cosa significa tutto ciò?

Il cambio euro-dollaro s’impenna fin quasi a 1,12, attestandosi nel primo pomeriggio a 1,1199, vale a dire ai livelli più alti dalla terza settimana di ottobre del 2015, guadagnando quasi il 3% dall’inizio dell’anno. E su base annua, resta in calo ormai solamente del 2%, mentre le quotazioni del Brent sono oggi più basse di un terzo rispetto a 12 mesi fa. E’ naturale che stamattina il governatore della BCE, Mario Draghi, abbia sbottato, adducendo a un “complotto di forze mondiali” la persistente bassa inflazione, ma mostrando la frustrazione e il crescente nervosismo di Francoforte per il mancato raggiungimento del target d’inflazione nell’Eurozona. E’ probabile che nei prossimi mesi, l’unione monetaria scivoli in una sorta di deflazione strisciante, salvo una improbabile ripresa sostenuta dei prezzi energetici.

Di certo, il rafforzamento dell’euro non giova all’obiettivo, ma anzi allontana la crescita tendenziale dei prezzi nell’area. Per contro, oggi il dollaro cede ben tre quarti di punto percentuale contro le principali valute del pianeta, registrando un calo dell’1% dall’inizio dell’anno e del 2,6% in appena 5 sedute, pur restando più forte del 3,9% su base annua.

Rendimenti Treasuries e Bund ai massimi da quasi un anno

Dal canto loro, i rendimenti dei Treasuries a 10 anni scendono in queste ore all’1,88%, ossia ai livelli più bassi dal marzo del 2015, segnando un calo di 39 punti base dall’inizio dell’anno. Non dissimile l’andamento dei decennali tedeschi, il cui rendimento scende non lontano dei minimi storici segnati nell’aprile dello scorso anno, attestandosi allo 0,31%. Che cosa suggeriscono queste cifre, lette in maniera congiunta? Il dollaro perde quota, l’euro si rafforza e sia i titoli di stato americani che quelli tedeschi guadagnano. Tale trend sarebbe sintomatico di 2 fattori: in primis, il mercato starebbe affievolendo le proprie aspettative sui prossimi rialzi dei tassi USA, perché la forte correzione in corso da parte delle borse mondiali lo induce a prevedere che la stretta monetaria americana possa essere ancora più lenta di quanto lasciato intendere ad oggi dalla Federal Reserve.

     

Prezzo oro ai massimi da 100 giorni

Dunque, vendere dollari e acquistare euro sembra essere il trading di questi giorni. A ciò si aggiunge una corsa ai titoli più sicuri, come i bond di USA e Germania, che non a caso vedono tracollare i loro rendimenti. A conferma di questa tesi c’è l’impennata delle quotazioni dell’oro, che si portano a 1.154 dollari l’oncia, ai massimi da quasi 3 mesi e mezzo e in rialzo di 93 dollari dall’inizio dell’anno (+5,9%). Vero è che il metallo risente positivamente dell’indebolimento del dollaro, ma ciò spiega solo in parte il suo trend, dato che dall’1 gennaio ad oggi, il biglietto verde ha ceduto mediamente contro le altre valute appena un sesto di quanto non abbia guadagnato l’oro. Sono le tensioni sui mercati finanziari a spingerne il prezzo e, in particolare, il timore di un rallentamento dell’economia cinese.

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