Cambio euro-dollaro ai massimi da 8 settimane sugli attacchi di Trump alla Germania

Cambio euro-dollaro ai massimi dall'8 dicembre scorso, dopo che il capo del Commercio dell'amministrazione Trump ha accusato la Germania di "sfruttare il resto d'Europa e gli USA" con gli enormi surplus commerciali realizzati.

di , pubblicato il
Cambio euro-dollaro ai massimi dall'8 dicembre scorso, dopo che il capo del Commercio dell'amministrazione Trump ha accusato la Germania di

E’ bastata una dichiarazione di fuoco del consigliere al commercio del presidente USA, Donald Trump, a mandare il cambio euro-dollaro ai massimi dall’8 dicembre scorso, attestandosi nel primo pomeriggio a 1,0760. Peter Navarro, considerato un “falco” anti-cinese, ha attaccato la Germania, sostenendo che si avvarrebbe di un cambio “eccessivamente sottovalutato” per sfruttare il resto della UE e gli USA, divenendo così un ostacolo per il raggiungimento di un accordo di libero scambio tra le due sponde dell’Atlantico, il cosiddetto TTIP. A stretto giro è arrivata la replica della cancelliera Angela Merkel, che ha chiarito come la Germania non possa e non ha intenzione di influenzare il cambio, né di attentare all’indipendenza della BCE.

Le parole di Navarro, a capo del Consiglio Nazionale del Commercio, confermano le dichiarazioni del presidente americano, che nei giorni scorsi aveva definito la UE “un veicolo degli interessi della Germania”, accusando Berlino di crescere sulle spalle dei partner più deboli dell’Europa. (Leggi anche: Cambio euro-dollaro sottovalutato del 20%)

Surplus commerciale tedesco nel mirino di Trump

Nel mirino dell’amministrazione Trump c’è il forte avanzo commerciale tedesco, di cui 75 miliardi annui vantati proprio nei confronti degli USA. Se Berlino avesse il marco tedesco, spiega, oggi dovrebbe fare i conti con un cambio meno favorevole, per cui l’euro si starebbe configurando una sorta di fregatura ai danni dei principali competitors.

Le considerazioni sopra espresse stanno rafforzando la convinzione sui mercati, che tra minori stimoli in vista, per via dell’inflazione in veloce risalita nell’Eurozona, e l’inserimento di fatto della Germania da parte dell’amministrazione americana tra le economie “manipolatrici del cambio”, il cambio euro-dollaro sarebbe destinato ad apprezzarsi. (Leggi anche: Export Germania da record)

 

 

Presidenza Trump punta a contrastare squilibri globali

Secondo Navarro, bisogna riportare in America l’intera catena del valore (della produzione), non limitandosi all’assemblaggio sul territorio USA di componenti prodotte all’estero. A chi ribatte che ciò si tradurrebbe in un aumento dei prezzi per i consumatori americani, replica che un dollaro verosimilmente più forte grazie al minore deficit commerciale compenserebbe una tale tendenza, anche se riconosce che per contro potrebbe colpire proprio le esportazioni.

L’amministrazione Trump punta più ad accordi bilaterali che non a quelli di tipo globale, come il TTIP, chiarendo come proprio la Germania rappresenterebbe un ostacolo, perché la UE venga considerata una sola parte negoziale sotto lo stesso tetto.

Pressioni, insomma, che Washington cercherà certamente di accrescere sulla Germania, affinché contribuisca a porre fine agli squilibri globali, che sono originati proprio dalle manipolazioni dei tassi di cambio, come nel caso anche della Cina. Le tensioni tra USA e Germania s’intensificano, mentre i tedeschi cercheranno di approfittare delle critiche per spingere la BCE a ritirare gli stimoli monetari, rafforzando l’euro, ipotesi sgradita al resto delle economie dell’area. (Leggi anche: E se Trump ci aiutasse a correggere gli squilibri globali?)

 

 

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: , , , , ,