Cambio euro-dollaro ai massimi da 6 mesi, ecco perché Draghi è contento

Cambio euro-dollaro ai massimi dalla vittoria di Donald Trump alle elezioni USA. Vediamo perché il mercato si butta sulla moneta unica e quale connotazione abbia tutto ciò per la BCE di Mario Draghi.

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Cambio euro-dollaro ai massimi dalla vittoria di Donald Trump alle elezioni USA. Vediamo perché il mercato si butta sulla moneta unica e quale connotazione abbia tutto ciò per la BCE di Mario Draghi.

Tra l’allentamento delle tensioni geo-politiche nell’Eurozona e l’aumento di quelle negli USA, il cambio euro-dollaro è arrivato oggi a 1,111925, ovvero ai livelli più alti dall’inizio del novembre scorso, guadagnando il 5,7% quest’anno. Il rally della moneta unica ha a che fare ancora con la vittoria di Emmanuel Macron alle elezioni presidenziali in Francia, che ha allontanato i timori di una rottura dell’Eurozona per il caso di un Eliseo in mani euro-scettiche. D’altra parte, i mercati guardano con preoccupazione agli ultimi sviluppi dell’amministrazione Trump, dopo che il presidente è stato accusato di avere condiviso con i russi informazioni riservate e ieri l’ex capo dell’Fbi, James Comey, da pochi giorni licenziato proprio dalla Casa Bianca, avrebbe presentato una memoria difensiva, nella quale sosterrebbe che Donald Trump gli avrebbe chiesto di insabbiare le indagini sul Russiagate.

Gli investitori temono che le ultime vicende allentino il rapporto già non facile tra governo e Congresso, rendendo più complicata l’attuazione del programma economico promesso dal primo, tra cui il taglio delle tasse e lo stanziamento fino a 1.000 miliardi di dollari per le infrastrutture. Che il “Trump trade” stia svanendo lo dimostra anche il ripiegamento del dollaro ai minimi dalle elezioni USA contro le altre principali valute. Al momento, esso resta ancora in rialzo dell’1,4% rispetto all’8 novembre scorso, ma era arrivato ad apprezzarsi del 6,3% al gennaio scorso. (Leggi anche: Cambio euro-dollaro ai massimi da ottobre, rendimenti BTp destinati a salire?)

Rally cambio euro-dollaro durerà?

Il rally del cambio euro-dollaro durerà? Da un lato, dovremmo presumere che il dollaro sia destinato a rafforzarsi con i prossimi rialzi dei tassi USA da parte della Federal Reserve. Tuttavia, il mercato ha grosso modo già scontato altre due strette per quest’anno, per cui solo una sorpresa potrebbe rafforzare il biglietto verde. Al contrario, la BCE ha segnalato ad oggi il mantenimento dell’attuale politica monetaria ultra-espansiva ancora a lungo, da qui ogni novità nel senso di un minore grado di accomodamento apprezzerebbe la moneta unica.

Che il cambio euro-dollaro si sia portato sopra la soglia di 1,10 non è una cattiva notizia per il governatore Mario Draghi. Tutt’altro. Con il passare dei mesi, un euro più forte dovrebbe rallentare il ritmo di crescita dei prezzi nell’Eurozona, implicando un minore costo dei beni importati. In questo modo, l’istituto sarebbe in grado di resistere alle pressioni, specie della Germania, per un avvio quanto prima della stretta nell’area. (Leggi anche: Draghi ostaggio dell’Italia fino alle elezioni)

Buone notizie per Draghi

L’appuntamento più atteso dagli analisti e dai mercati è senz’altro il board di giugno, quando il governatore dovrebbe mutare linguaggio e non comunicare più un livello dei tassi futuri potenzialmente “più basso” dell’attuale. Sarebbe il segnale dell’imminente ritiro progressivo del potente piano degli stimoli monetari, il cui effetto si tradurrebbe sui mercati in un apprezzamento dell’euro e in un aumento dei rendimenti sovrani.

Con un cambio euro-dollaro già in partenza più forte a giugno, Draghi potrebbe prendere tempo, eccependo che l’annuncio dell’avvio di una svolta impatterebbe troppo negativamente sui prezzi nell’Eurozona, destabilizzandoli. Resta da vedere se tali livelli reggano nelle prossime settimane, sostenuti dai buoni dati macro dell’area, oppure se il rientro delle tensioni politiche a Washington e i maggiori dettagli forniti dalla Casa Bianca sulla riforma fiscale, attesi per il 23 maggio prossimo, non tornino a rafforzare il dollaro. Aldilà di tutto, sembra che il peggio per il momento sia passato per l’euro e che stiamo imbattendoci in una fase di progressivo consolidamento del cambio.  (Leggi anche: Furbata di Draghi per non tagliare presto gli stimoli)

 

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