Cambio euro-dollaro a 1,13: mercati delusi da Draghi, che succede?

Cambio euro-dollaro a 1,13 dopo il board della BCE. Cosa ha in mente Draghi?

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Cambio euro-dollaro a 1,13 dopo il board della BCE. Cosa ha in mente Draghi?

E alla fine, tutte le previsioni degli analisti, comprese le nostre di Investire Oggi, sono state parzialmente disattese. Non solo la BCE non ha annunciato alcun taglio dei tassi (come previsto), ma nemmeno il programma di acquisti di assets, noto come “quantitative easing”, è stato prolungato. Il comunicato dell’istituto delle 13.45 si è limitato, infatti, a ribadire che il QE resterà attivo fino al marzo del 2017 o “anche oltre”, nel caso si rendesse necessario. Ma si tratta di una formula retorica, già utilizzata da Francoforte sin dal varo del programma nel gennaio 2015.

Poiché era atteso almeno il prolungamento di sei mesi del QE, il cambio euro-dollaro è subito schizzato da 1,1245 a 1,13, guadagnando alle 14.15 lo 0,55% rispetto al livello di chiusura di ieri sera. L’Eurostoxx arretra dello 0,4%, con Madrid in calo dello 0,79&%.

In attesa di conoscere novità dalla conferenza stampa di Mario Draghi delle 14.30, viene da chiedersi per quale ragione l’istituto non abbia assecondato le aspettative degli investitori. La risposta più probabile potrebbe risiedere nell’attendismo per le azioni della Federal Reserve tra un paio di settimane. Se al board del 20-21 settembre, la banca centrale americana alzerà di nuovi i tassi USA, la politica monetaria adottata dalla BCE per l’Eurozona diverrà relativamente più accomodante per il solo fatto che l’America lo sarà di meno.

Vedremo se il governatore annuncerà qualche novità “tecnica” sul QE, che ci lasci presagire un suo potenziamento nei prossimi mesi. L’attesa resta adesso concentrata sulle nuove stime macro.

Per l’anno in corso, l’istituto ha alzato le stime sulla crescita del pil dal +1,6% atteso a giugno all’1,7%, ma le ha tagliate all’1,6% per il biennio prossimo dal +1,7%.

Quanto all’inflazione, Draghi ha confermato la ripresa graduale nei prossimi mesi, ma ha tagliato dal +1,7% al +1,6% le stime per il 2018, così dal +1,3% al +1,2% quelle per l’anno prossimo. Per quest’anno, invece, l’attesa resta per una crescita tendenziale dei prezzi di appena lo 0,2%.

Il governatore ha invocato investimenti in infrastrutture per ravvivare la crescita dei paesi dell’area e la creazione di posti di lavoro, facendo appello a tutti i governi per l’attuazione di riforme strutturali. Ha confermato che l’estensione del QE non è stata discussa dal board, in quanto nuovi stimoli al momento non risulterebbero necessari.

 

 

 

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