Calciomercato ‘folle’ e fair play finanziario: la UE potrebbe intervenire, anche la Merkel scende in campo

Anche la Merkel interviene sulla questione del calciomercsto 'folle' e del fair play finanziario: vanno riscritte le regole, ma in che modo? Intervento UE?

di Carlo Pallavicini, pubblicato il
Anche la Merkel interviene sulla questione del calciomercsto 'folle' e del fair play finanziario: vanno riscritte le regole, ma in che modo? Intervento UE?

È proprio il caso di dirlo: anche la Merkel è scesa apertamente in campo contro le follie dell’ultimo calciomercato e la questione del fair play finanziario. Al centro delle polemiche è ancora una volta il PSG con gli acquisti di Neymar e Mbappè. La cancelliera tedesca è in piena campagna elettorale e la strada non sembra essere in discesa e, durante un’intervista al Mittelbayerische Zeitung, ha dichiarato: “Vedo gli sviluppi finanziari del calcio professionale con un occhio critico come molti altri, che sono incomprensibili per la gente comune”. La questione sarebbe quella della richiesta di un ‘maggiore equilibrio sportivo’, e a prendere la decisione di una riscrittura delle regole dovrebbero essere Fifa e Uefa.

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La UE può intervenire sul calciomercato?

La questione del ‘calciomercato’ folle e del fair play finanziario potrebbe arrivare anche sul tavolo della Commissione Europea. Le parole della Merkel, infatti, arrivano dopo un intervento pubblico e una richiesta ufficiale alla UE da parte del presidente del Bayern Monaco, Uli Hoeness, e del CEO, Karl-Heinz Rummenigge: l’idea sarebbe quella di riscrivere le regole per fare in modo che la disponibilità finanziaria non distrugga l’equilibrio sportivo. Ma qual è la posizione della UE? La situazione è delicata: qualora dovessero essere pensati, da parte della Fifa e della Uefa, strumenti per limitare le possibilità di investimenti di capitali da parte delle più ricche società sportive si andrebbe contro il mantra che domina l’Europa, cioè la libera circolazione appunto dei capitali.

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L’inchiesta Uefa contro il PSG, ma gli sceicchi sono sereni

L’interessamento della Merkel (che certo ha problemi ben più importanti da affrontare, non per ultima la campagna elettorale per le elezioni del 24 settembre) arriva subito dopo l’apertura di un’inchiesta da parte della Uefa intorno alle manovre finanziare del PSG. Per fair play finanziario si intende questo: un club non può spendere più di quanto incassi, con la possibilità di uno sforamento della spesa complessiva nell’ordine di 30 milioni di euro in un triennio. Il presidente del PSG, Nasser Al-Khelaïfi, ha risposto in questi termini: “La UEFA può fare come vuole, ma noi abbiamo fatto tutto in modo trasparente, non abbiamo nascosto nulla, non abbiamo bisogno di nascondere qualcosa”.

Il problema non è, comunque, di poco conto, ma riguarda tutta la struttura economica che domina il calcio: la dimensione finanziaria non fa bene al calcio e non l’ha mai fatto, ma una vera riforma dovrebbe mettere al centro lo sport come forza di coesione sociale – e questa è davvero un’utopia!

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Argomenti: Economia nel pallone

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