Prezzi cacao ai minimi da 3 anni e mezzo, ripresa attesa non vicina

Le quotazioni (in sterline) del cacao risentono più della Brexit che del super dollaro. Prezzi ai minimi da oltre tre anni e mezzo, vediamo perché.

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Le quotazioni (in sterline) del cacao risentono più della Brexit che del super dollaro. Prezzi ai minimi da oltre tre anni e mezzo, vediamo perché.

Gli amanti del cacao avranno avuto un San Valentino più dolce quest’anno, perché proprio il 14 febbraio scorso i prezzi internazionali del cacao sono scesi ai livelli più bassi da oltre 3 anni e mezzo, dovendo tornare indietro al luglio 2013 per trovarne di inferiori. Il cacao è quotato a Londra in sterline, per cui teoricamente dovrebbe avvantaggiarsi della debolezza della valuta britannica a seguito della Brexit. In effetti, nel luglio scorso aveva toccato i livelli più alti dal febbraio 2011, ma da allora ha subito un arretramento del 37%, dato che oggi viene venduto a poco sopra 1.600 sterline a tonnellata, contro il picco di 2.546 sterlina dell’estate scorsa.

Che cosa sta accadendo? Il referendum sulla Brexit, che ha provocato il tonfo della sterlina, di fatto surriscaldando la domanda, aveva coinciso anche con una stagione poco positiva per il raccolto nelle economie produttrici principali, ovvero l’Africa occidentale e America Latina, che insieme rappresentano il 70% dell’offerta mondiale. La siccità provocata dal passaggio di El Nino aveva provocato una carenza di cacao, che si era riflessa nei prezzi. (Leggi anche: Cacao sfugge alla crisi delle materie prime)

Domanda di cacao in calo, offerta ok

Negli ultimi mesi, il quadro sembra essersi stravolto: la produzione viaggia a pieno ritmo e, anzi, ci si attende raccolti molto ricchi per diversi anni, a fronte di un ripiegamento della domanda. L’Europa, primo consumatore di cacao al mondo, nel trimestre settembre-novembre ha segnato minori richieste per oltre il 3%, le Americhe del 2%.

Domanda giù e offerta su. Naturale, che le quotazioni cedano, come sta avvenendo quasi senza sosta dall’agosto 2016. E dire che proprio la debolezza della sterlina dovrebbe incentivare la domanda in Europa e America. Una delle ragioni per cui ciò non accade potrebbe consistere nella sostituzione da parte dei consumatori del cacao con altre sostanze considerate più salutari, anche se la medicina parla di effetti benefici proprio per questa materia prima.

Ripresa del cacao a fine anno?

Se nemmeno San Valentino ha riscaldato i prezzi, scesi quest’anno già del 7,5%, quando potrebbe esservi la ripresa? In genere, un’altra fase di boom della domanda si ha in coincidenza con la festa di Halloween e il Natale. Dunque, in assenza di altri fattori determinanti, come eventuali tensioni geo-politiche nelle aree dei raccolti, dovremmo attendere la fine di quest’anno per verificare una risalita delle quotazioni internazionali.

Passando dalle sterline ai dollari, non si vedevano prezzi così bassi dal 2009, ovvero da ben otto anni. E non è nemmeno detto che i consumatori stiano percependo i benefici di questa discesa, dato che le società di importazione sono solite fare scorte fino a 24 mesi della materia prima, per cui in queste settimane staremmo comprando cacao ai prezzi vigenti probabilmente diversi mesi fa, quando si aggiravano intorno al picco o subito dopo.

C’è, però, un aspetto incoraggiante per le quotazioni internazionali, ovvero che la domanda di cacao non è sensibile al dollaro, contrariamente alle altre principali materie prime. Poiché è molto probabile che il biglietto verde si rafforzi, in scia alla stretta monetaria della Federal Reserve quest’anno, a ripiegare potrebbero essere dall’oro al petrolio, passando per l’alluminio, ma essendo il cacao negoziato in sterline, semmai dovrebbe risentire proprio delle trattative relative alla Brexit, che influenzano il cambio britannico. E le previsioni vanno da un cedimento fino a 1,20 contro il dollaro dall’attuale 1,25, nel caso di negoziato in salita, fino a una ripresa anche oltre la soglia di 1,30, nel caso di indebolimento della posizione negoziale della UE. Ci aspettano probabilmente diversi mesi dolci. (Leggi anche: Sterlina verso possibili forti cali tra aprile e settembre)

 

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