Buone notizie dal mercato immobiliare UK in pieno ritorno all’emergenza Covid

Il governo di Londra ha imposto restrizioni nazionali per frenare i contagi, mentre metà della popolazione britannica vive di fatto in aree sottoposte a "lockdown". Ma il mercato immobiliare invia segnala positivi.

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Il governo di Londra ha imposto restrizioni nazionali per frenare i contagi, mentre metà della popolazione britannica vive di fatto in aree sottoposte a

L’emergenza Covid nel Regno Unito è tornata, con il numero dei nuovi contagi ad essersi impennato fino a superare i 7.000 casi al giorno. Il premier Boris Johnson ha imposto nuove restrizioni nazionali e nel frattempo quasi metà della popolazione britannica vive in aree sottoposte a quarantena. Non sembrerebbero condizioni ideali per profetizzare il buon andamento del mercato immobiliare. Invece, ELVinvest di Gianmaria Panini ci tiene a segnalare come stiano arrivando notizie positive. La società svizzera, attiva negli investimenti immobiliari all’estero, da tempo adocchia il mercato britannico per le sue potenzialità.

Certo, agosto è il mese che precede l’imposizione delle nuove restrizioni, ma ci credereste che i prezzi medi delle case nel Regno Unito siano cresciuti su base annua del 2,6%? E le vendite nei primi 8 mesi del 2020, comprensivi ovviamente del periodo di “lockdown”, risultano in aumento del 3%. Tra le prime 20 città del paese, soltanto Aberdeen ha registrato un calo tendenziale (-0,6%) nel mese di agosto, mentre ben 10 città si sono collocate sopra la media nazionale. La classifica è guidata da Nottingham con +4,7%. Londra, che pure vive una fase di incertezza per via dei negoziati tesi con Bruxelles sulla Brexit, ha visto aumentare i prezzi del 2,1%.

Com’è possibile che quotazioni e compravendite immobiliari stiano crescendo in questo periodo così difficile? Anzitutto, perché la crisi sanitaria non fa venire meno i fondamentali. L’economia britannica è e resta solida, con alti redditi medi e tassi di occupazione, oltre che di crescita soddisfacenti, al netto di questa improvvisa crisi. Per il resto, le persone stanno riscoprendo la necessità di vivere in spazi quanto più gradevoli possibili, tenuto conto che il Covid ci costringe da mesi a restare maggiormente a casa e prefigura uno scenario caratterizzato dallo “smart working”.

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Rischi a breve da seconda ondata dei contagi

La domanda di case cresce, quindi, perché sono di più coloro che desiderano vivere in un immobile di proprietà, in modo da adattarlo alle proprie esigenze. Quanto al tipo di acquirente, nel Regno Unito si delinea una tendenza alla crescita degli acquisti da parte di chi è già in possesso di una casa. Rispetto ai livelli pre-Covid, segnano un +37%. Viceversa, gli acquirenti di prime case si stanno riportando ai livelli pre-Covid, pur essendo di molto aumentati subito dopo la fine del “lockdown”.

Questo dato sarebbe conseguenza della diversa demografia. I proprietari di case hanno tipicamente più di 45 anni e posseggono capitali più abbondanti da impiegare per l’acquisto di un secondo immobile. Chi è alla ricerca di una prima casa, invece, risulta mediamente più giovane e sprovvisto di mezzi a sufficienza per comprare senza ricorrere a un mutuo in banca. E non è detto che questi gli venga erogato, date le condizioni finanziarie in peggioramento in questa fase, né che abbia voglia di richiederlo, considerate le incertezze future.

Attenzione, perché i fondamentali solidi per l’economia UK non annullano il rischio di una flessione del mercato immobiliare nei prossimi mesi, a causa della seconda ondata dei contagi in corso. Tra nuovi contraccolpi alle attività economiche, commerciali in primis, posti di lavoro e redditi in calo, molte famiglie potrebbero optare per rimanere in affitto o per evitare un investimento da qui a breve. Guardando a un orizzonte temporale più ampio, però, l’appeal del mercato immobiliare britannico resta intatto.

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