BTP e BOT, perchè ora Goldman Sachs invita a comprare?

La banca d'affari americana ritiene eccessivo lo spread Btp-Bund e profetizza grossi affari quando il differenziale scenderà col nuovo governo. Ma cosa celano i repentini cambi di idea di GS? Dal caso Grillo ai consigli sui titoli italiani

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
La banca d'affari americana ritiene eccessivo lo spread Btp-Bund e profetizza grossi affari quando il differenziale scenderà col nuovo governo. Ma cosa celano i repentini cambi di idea di GS? Dal caso Grillo ai consigli sui titoli italiani

Contrordine, banchieri di tutto il mondo. La banca d’affari americana Goldman Sachs ha evidentemente cambiato idea sui titoli del debito pubblico italiano e adesso invita a comprare Btp e Bot. Secondo l’istituto, lo spread decennale Btp Bund a 330 punti base sarebbe eccessivo, visto che sulla base dei fondamentali esso dovrebbe attestarsi a 225 bp. Tuttavia, sempre secondo Goldman Sachs, a tenere lontani gli investitori al momento sarebbe l’impasse politica realizzatasi nel dopo elezioni di febbraio, ma quando un governo sarà nato, allora il differenziale tra titoli italiani e tedeschi stringerà e coloro che avranno già acquistato i BTp si troveranno in mano un grosso potenziale di realizzo. La banca si aspetta, infatti, che con un pò di stabilità politica, lo spread scenderà fino in area 275 punti base, una cinquantina in meno del livello attuale. L’analisi di Goldman Sachs è in evidente contrasto con le azioni dei due maggiori fondi USA di investimento. Sia Blackrock e Pimco hanno annunciato di avere ridotto sostanzialmente le loro posizioni in titoli italiani e spagnoli; il primo da circa tre mesi, il secondo dopo lo scoppio del caso Cipro (Prelievo forzoso depositi bancari: modello Cipro in tutta Europa?). Nemmeno JP Morgan sembra condividere tale ottimismo, tanto che nella sua pubblicazione “eye on the market” ha espresso il convincimento che non sia stato certamente l’euro ad avere assicurato al Vecchio Continente pace e stabilità, le quali esistevano già diversi decenni prima della sua introduzione. Una risposta indiretta e piccata alla tesi sostenuta dall’ex presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, in un’intervista a “Der Spiegel”.  

Le strane giravolte di Goldman Sachs

Bisogna, perciò, capire le ragioni del cambiamento di opinione della banca americana, in considerazione anche dell’ultima opinione espressa dal presidente della Goldman Sachs Asset Management, Jim O’Neill, il quale qualche giorno addietro ha qualificato Beppe Grillo il reale fattore di rischio per l’unità dell’Eurozona, invitando i governi nordeuropei a considerare che senza un minimo di crescita, gli italiani inizieranno seriamente a chiedersi se sia conveniente rimanere nell’unione monetaria europea. Peccato che nemmeno un mese prima, lo stesso O’Neill aveva definito “interessante” l’esito delle elezioni politiche italiane, perché la vittoria di Grillo avrebbe spronato la vecchia politica a fare qualche riforma.  

I falchi di Goldman Sachs si ammorbidiscono?

In poche settimane, quindi, Goldman Sachs sembra guardare all’Italia con un occhio diverso e meno critico. Probabilmente, lo stallo politico a Roma e il disastro a Nicosia avranno indotto molti di coloro che nel 2011 dirottarono sul nostro Paese le “locuste della speculazione” a cambiare atteggiamento, forse in considerazione che la corda sia stata tirata eccessivamente, che i tedeschi non bluffavano, quando si erano mostrati pronti a far saltare il banco, pur di non accettare un affievolimento delle ricette di austerità economica; che, infine, l’euroscetticismo in grossa avanzata in tutto il Sud Europa e per motivi opposti anche in gran parte del Nord sta determinando il serio rischio di rottura dell’Eurozona.

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Argomenti: Economia Italia, Spread