Rischio Italia troppo alto con elezioni, rendimenti BTp non più appetibili

Italia a rischio di una nuova crisi dello spread. Pimco, primo fondo obbligazionario al mondo, taglia il suo giudizio sul nostro paese e parla di uscita dall'euro come scenario affatto impossibile.

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Italia a rischio di una nuova crisi dello spread. Pimco, primo fondo obbligazionario al mondo, taglia il suo giudizio sul nostro paese e parla di uscita dall'euro come scenario affatto impossibile.

Spread BTp-Bund a 10 anni a un soffio dai 200 punti base, rendimenti decennali dei nostri bond al 2,25%, in rialzo di una trentina di bp quest’anno. Il differenziale con la Spagna è salito ai massimi da 5 anni, ovvero nell’ordine dei 70 bp. Siamo lontani dall’allarme, anche perché i livelli assoluti dei nostri rendimenti sovrani sarebbero stati considerati semplicemente ridicoli e da favola solo qualche anno fa, ma ciò non toglie nulla alla percezione del rischio sull’Italia da parte dei mercati finanziari. Nel corso di un briefing della settimana scorsa a Londra, Andrew Balls, a capo del settore investimenti di Pimco, primo fondo obbligazionario al mondo, ha annunciato di avere tagliato da “overweight” a “neutral” la sua posizione sul nostro paese.

In soldoni, se negli anni passati Pimco ha “sovrapesato” l’Italia, confidando in un rialzo dei prezzi dei suoi bond, adesso ha cambiato idea; non ha ancora deciso di vendere, ma il suo giudizio è diventato neutrale. Balls ha aggiunto considerazioni estremamente severe, sostenendo che “rendimenti al 2% per i BTp non appaiono appetibili”, dato che “il rischio Italia è troppo alto”. (Leggi anche: Allarme spread per l’Italia)

Rischio politico s’impenna con elezioni anticipate

Il riferimento è alle elezioni anticipate per la seconda metà del 2017, un evento ormai stimato probabile oltre il 50%. “Il nostri scenario di base (di Pimco, ndr) non è che l’Italia esca dall’euro, ma ciò non sarebbe un’idea del tutto campata in aria. Le probabilità che qualcosa vada storto sono molto alte”.

Non c’è spazio per ragionamenti ambigui in queste parole. Pimco teme che l’Italia possa essere l’epicentro di un nuovo terremoto politico nell’Eurozona e invita apertamente gli investitori a caccia di rendimenti a volgere lo sguardo altrove, chiarendo che “non sarà difficile trovare alternative migliori dell’Italia”. “Go global” è il motto di Balls, che suggerisce al mercato di non chiudersi in una dimensione locale. (Leggi anche: Paura sui mercati torna sul rischio Italia, vediamo cosa temono gli investitori)

Si teme maggioranza euro-scettica

Ma di cosa hanno paura Pimco e il resto del mercato? La risposta si chiama instabilità. Con la riforma della legge elettorale in senso proporzionale, come si va delineando dalle trattative in corso tra i principali partiti politici, sarà difficile che un solo partito o schieramento sia in grado di conquistare la maggioranza assoluta dei seggi, per cui è molto probabile che dopo il voto si generi confusione, che per un paese gravato dal fardello del debito pubblico e con la necessità di rinegoziare ogni anno qualcosa come 400 miliardi di titoli in scadenza, non è certo un buon biglietto da visita.

Oltre all’instabilità, avanza anche il rischio di una maggioranza parlamentare euro-scettica, scenario affatto poco credibile, visto che per i sondaggi il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo viaggerebbe intorno al 30% dei consensi, mentre la Lega Nord di Matteo Salvini si attesterebbe al 12%. Insieme potrebbero conquistare la maggioranza dei seggi alla Camera o andarci vicino, specie se a superare lo sbarramento del 5% fossero solo in 4 (PD, Forza Italia, M5S e Lega). Se in Parlamento ci arrivasse, invece, anche una formazione di sinistra, escludendo che essa appoggerebbe mai un governissimo Renzi-Berlusconi, la situazione sarebbe di impasse. Con Fratelli d’Italia dentro, invece, le probabilità di larghe intese anti-UE aumenterebbero. (Leggi anche: Adesso c’è una maggioranza sovranista)

E la BCE sarà meno accomodante

Insomma, s’intravede un periodo piuttosto burrascoso per la politica italiana, che coinciderà con il “tapering” della BCE, ovvero con il graduale ritiro degli stimoli monetari, seguito entro i prossimi 18-20 mesi dal rialzo dei tassi. In questo ambiente, i rendimenti sovrani torneranno a crescere stabilmente in tutta l’area, ma la specificità negativa dell’Italia, stretta tra bassa crescita, alto debito e crisi politica, potrebbe fare saltare il tappo, riportandoci ai mesi bui dello spread fuori controllo, sintomo della fuga dei capitali dal nostro paese. (Leggi anche: Come Draghi potrebbe allontanare le elezioni anticipate)

 

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