Bruxelles Leaks: come Renzi ha scontato le tasse alle multinazionali del 50% – l’inchiesta europea

Un’inchiesta a livello europeo sta mettendo sotto esame la riforma fiscale del 2015 del governo Renzi: tagli alle tasse del 50% per le multinazionali.

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Un’inchiesta a livello europeo sta mettendo sotto esame la riforma fiscale del 2015 del governo Renzi: tagli alle tasse del 50% per le multinazionali.

L’Italia è (ancora una volta) sotto inchiesta da parte dell’Unione Europea: questa volta la questione riguarda i troppi sconti alle tasse per le multinazionali. Sotto accusa è la riforma fiscale del 2015, la più sbandierata dal governo Renzi, a tal punto che il governo Gentiloni, su pressioni provenienti dall’Europa, ha deciso di abolire o modificare in maniera decisamente restrittiva queste norme. Il nodo riguarda il cosiddetto ‘patent box’: cioè la possibilità di concedere sconti fiscali ad aziende e multinazionali titolari di marchi, brevetti e licenze di forte innovazione. L’Italia è segretamente sotto processo da parte di una commissione segreta della UE, il “Gruppo del codice di condotta”. L’inchiesta è stata pubblicata da L’Espresso: ecco cosa si è scoperto.

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Il governo Renzi ha tagliato le tasse del 50% alle multinazionali

Il processo all’Italia è guidato soprattutto dalla Germania. Il “Gruppo del codice di condotta” è un organismo la cui funzione è quella di analizzare le norme fiscali dei singoli stati dell’Unione per capire se rispondono agli standard di equità e trasparenza dell’Europa. Il risultato dell’inchiesta è chiaro: il governo Renzi, con la riforma del 2015, ha concesso vantaggi fiscali eccessivi e ingiustificabili a un grande numero di aziende multinazionali (i nomi non sono stati ancora fatti). Ma cosa si intende per ‘patent box’? Le direttive dell’OCSE concedono ai singoli stati la possibilità di tagliare la pressione fiscale su aziende che fanno innovazione, ma soltanto se le suddette aziende investono davvero in sviluppo e ricerca. La legge italiana prevede il taglio delle imposte del 50% per i primi cinque anni, prorogabili a dieci anni.

L’inchiesta sull’Italia di Renzi

L’8 giugno scorso, la Germania ha chiesto, a nome dell’Europa, che Roma rendesse noti i nomi delle aziende che hanno usufruito del taglio della pressione fiscale, sottolineando come, secondo gli accordi, suddette multinazionali potranno comunque continuare a beneficiare di questi ‘sconti’ fino al 2021. La questione, comunque, sembra essere più ‘grave’ del previsto: sotto inchiesta sarebbero, sempre per quanto concerne il ‘patent box’, anche Spagna e Francia; Madrid ha già promesso di cancellare le norme che favorivano le multinazionali. Il verbale dell’otto giugno lancia un’accusa (a tutta l’Europa) anche riguardo i ritardi nella lotta all’evasione fiscale e ai paradisi fiscali: “la discussione tra gli Stati della Ue sulla necessità di limitare la competizione fiscale dannosa ha toccato nuovamente il fondo”.

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