Briatore scaricato dagli imprenditori salentini: Twiga Otranto, nuova puntata

Le strade di Briatore e degli imprenditori salentini di Cerra si allontanano sempre di più e intanto si attendono novità sul sequestro dell'(ex) Twiga Otranto

di Enzo Lecci, pubblicato il
Le strade di Briatore e degli imprenditori salentini di Cerra si allontanano sempre di più e intanto si attendono novità sul sequestro dell'(ex) Twiga Otranto

La vicenda del Twiga di Otranto non smette di stupire. Dopo il passo indietro di Briatore, a seguito del sequestro, da parte della Procura della Repubblica di Lecce, dell’area Cerra di Otranto in cui sarebbe dovuto sorgere il resort extra lusso marchiato Twiga, adesso sono gli altri soci della cordata di imprenditori a mettere le distanza tra loro e il celebre brand.

Fino ad oggi la società Cerra, di fatto proprietaria della nascente struttura extra lusso, aveva preso la parola con un semplice comunicato stampa con il quale si procedeva ad informare il pubblico, del passo indietro di Briatore. Quasi un atto formale, quindi, al quale, però, ieri sono seguiti i fatti. Mimmo de Santis, presidente della Federbalneari salentina e tra i più influenti partecipanti alla cordata di imprenditori leccesi, ha dichiarato che nessuno proverà a trattenere Briatore. In altre parole, come si evince dalla dichiarazioni di De Santis, le strade dell’ideatore del Twiga e quelle della cordata salentina si sarebbero oramai divise. Difficile, allo stato attuale dei fatti, capire se si tratta solo di una separazione momentanea o di un divorzio definitivo. Di certo, lo scenario che si potrebbe configurare è quantomeno incerto se è vero che stesso De Santis crede che nel “futuro ognuno andrà per la sua strada comunque andrà a finire“.

Twiga Otranto comunque sarà addio?

Niente extra lusso marchiato Twiga ad Otranto quindi, indipendentemente da quello che sarà l’esito dell’inchiesta giudiziaria. La cordata di imprenditori salentini, intanto, attende con fiducia l’esito delle indagini avviate dalla Procura. In stand by anche i 60 lavoratori che avevano già firmato un contratto di pre-lavoro e che adesso sono con il fiato sospese per capire cosa accadrà. Delle novità potrebbero esserci il prossimo venerdì quando si terrà presso Tribunale del Riesame di Lecce un’udienza per discutere l’istanza di dissequestro presentata dai legali della Cerra srl. In attesa dell’importante decisione tra gli imprenditori salentini la parola d’ordine sembra essere diventata “profilo basso“. L’obiettivo è evitare clamori e polemiche infinite in modo tale da capire da che punto il filo possa essere ripreso (giudici permettendo) e sopratutto se possa essere ripreso.

Voci di corridoio affermano che il cantiere sarà dissequestrato, che dovranno essere apportate delle piccole modifiche ma che il marchio Twiga sarà intanto volato via dal Salento. Qualcuno già si chiede se ne valeva la pena e se tutto quello che è avvenuto è stato innescato dalla presenza sulla scena di Briatore.

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Argomenti: Famiglie, Inchieste Politiche, Politica

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