Brexit, sterlina verso possibili forti cali tra aprile e settembre: vediamo perché

Sterlina stabile contro il dollaro alla vigilia dell'avvio della Brexit, ma le elezioni in Francia e Germania potrebbero spingerla verso l'alto o verso il basso. Vediamo gli scenari.

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Sterlina stabile contro il dollaro alla vigilia dell'avvio della Brexit, ma le elezioni in Francia e Germania potrebbero spingerla verso l'alto o verso il basso. Vediamo gli scenari.

Mentre il Parlamento di Londra si appresta ad approvare definitivamente la richiesta del governo May alla UE di attivare il negoziato per l’uscita del Regno Unito dalla UE, la sterlina continua a scambiare contro il dollaro intorno a 1,25. Nell’ultimo mese, la valuta britannica ha guadagnato il 3,8% contro il biglietto verde, nonostante la Brexit sia sempre più una realtà vicina, ma all’inizio del mese era arrivata fino a 1,2660.

Le prospettive per i prossimi mesi, però, non sono chiare, perché risentiranno certamente delle tensioni geo-politiche continentali. (Leggi anche: Brexit sarà hard, ma sterlina guadagna 3% in un mese)

Oggi, il dato sull’inflazione UK a gennaio è risultato di poco superiore alle previsioni degli analisti (+1,8% contro +1,9% atteso), ma pur sempre il più elevato da due anni a questa parte. Ciò sta spingendo il mercato a credere che la Bank of England si accinga ad alzare i tassi nel corso di quest’anno, anche se non per questo la sterlina sta evitando in queste ore un calo di circa mezzo punto percentuale a un cambio di 1,2462 contro il dollaro.

Macron più duro sulla Brexit

Dicevamo, che le prospettive per i prossimi mesi sono molto legate al fattore geo-politico, che inciderà in maniera determinante sulla direzione del negoziato tra Londra e Bruxelles. Decisivi saranno gli esiti elettorali in Francia e Germania, stati-chiave della UE. La corsa per l’Eliseo, in programma tra aprile e maggio, sta diventando sempre più incerta, perché dopo che gli scandali familiari hanno indebolito la candidatura del conservatore François Fillon, non sembra chiaro chi si batterà al secondo turno contro la candidata della destra nazionalista ed euro-scettica, Marine Le Pen, data in netto vantaggio al primo turno. (Leggi anche: Brexit, investire nella sterlina a medio termine potrebbe regalare soddisfazioni)

A poter approdare al ballottaggio sarebbe Emmanuel Macron, ex ministro dell’Economia della presidenza Hollande, che si presenta come indipendente. L’uomo è il candidato più europeista di Francia e ha già segnalato l’intenzione di non volere rendere facile la vita al Regno Unito fuori dalla UE.

Se vincesse lui le presidenziali, il governo May avrebbe a Parigi un uomo dalle posizioni poco accomodanti. Il mantenimento dell’accesso al mercato unico per le imprese britanniche vi sarebbe solo dietro l’accettazione della libertà di movimento per i lavoratori europei, punto sul quale il premier Theresa May non intende cedere.

Hard Brexit con Schulz cancelliere

Vero è, però, che la vittoria di Macron potrebbe essere seguita da quella del centro-destra alle successive legislative di un mese dopo, con la conseguenza di dare vita a un governo più vicino alle posizioni di Londra. La politica estera bicefala della Francia è già stata collaudata con pessimi risultati tra il 1997 e il 2002, quando all’Eliseo vi era il conservatore Jacques Chirac e il premier era il socialista Lionel Jospin.

E in Germania, il quarto mandato per la cancelliera Angela Merkel, al rinnovo del Bundestag a settembre, si fa meno scontato. A contenderle la guida del governo c’è il socialdemocratico Martin Schulz, che nei sondaggi ha spinto il suo partito sostanzialmente alla pari con i conservatori. Una vittoria di quest’ultimo, al grido di “Make Europe Great Again”, sarebbe una iattura per l’economia britannica, perché egli ha posizioni molto più rigide sulla difesa dell’unità politica europea e renderebbe più travagliate le trattative sulla Brexit. (Leggi anche: Europa senza Merkel beneficio per l’Italia?)

Scenario peggiore per sterlina con vittoria di Macron e Schulz

In sintesi, se in Francia e Germania vincessero rispettivamente Macron e Schulz, la sterlina potrebbe arretrare verso un cambio decisamente più basso di quello attuale, magari testando la soglia di 1,20 contro il dollaro. In base a come si muoveranno i sondaggi nelle prossime settimane, la valuta britannica potrebbe scontare l’uno o l’altro scenario o una situazione mista.

Una vittoria di Fillon o Le Pen a Parigi e una riconferma di Frau Merkel a Berlino sarebbero lo scenario migliore per la sterlina, che potrebbe persino risalire verso 1,30. Tra le due capitali, comunque, più importante per il destino della Brexit sarà quella tedesca, anche se il contraccolpo per la UE di un’eventuale ascesa di Le Pen alla presidenza sarebbe tale da fare schiantare l’euro, anche contro la sterlina.

 

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