Brexit, sterlina s’impenna sull’annuncio di ieri di Farage: ecco cosa ha detto

Nigel Farage manda la sterlina ai massimi da settimane con l'annuncio reso ieri sulle elezioni generali nel Regno Unito. Le sue dichiarazioni rafforzano i Tories pro-Brexit del premier Boris Johnson.

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Nigel Farage manda la sterlina ai massimi da settimane con l'annuncio reso ieri sulle elezioni generali nel Regno Unito. Le sue dichiarazioni rafforzano i Tories pro-Brexit del premier Boris Johnson.

Nel primo pomeriggio di ieri, la sterlina metteva a segno un rialzo di oltre lo 0,80% contro il dollaro e di circa mezzo punto percentuale contro l’euro, salendo rispettivamente a tassi di cambio di 1,2881 e 0,8571. Certo, in ottobre, quando si pensava che l’accordo sulla Brexit tra Londra e Bruxelles sarebbe stato approvato dal Parlamento di Westminster, la sterlina comprava fino a 1,2973 dollari, per cui resta ancora sotto i massimi recenti.

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Brexit senza accordo, Johnson ha contro la UE un’arma potente di nome Farage

Nigel Farage, leader del Brexit Party, ha smentito le sue stesse dichiarazioni precedenti e ha annunciato che non presenterà candidati nei 317 seggi in cui i Tories hanno vinto alle elezioni generali del 2017. In questo modo, il fronte favorevole all’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea si rafforza considerevolmente, mentre s’indebolisce il Partito Laburista di Jeremy Corbyn, le cui politiche fiscali ed economiche, in generale, vengono temute dai mercati.

I sondaggi assegnavano già prima dell’annuncio di Farage al Partito Conservatore una dozzina di punti percentuali di vantaggio sui laburisti, ma poiché si vota con il sistema uninominale, di per sé ciò non garantirebbe alcuna maggioranza assoluta. Con l’accordo di fatto scaturito alle urne tra Brexit Party e Tories, l’obiettivo per il premier Boris Johnson sembra maggiormente alla portata. Con il rinnovo del Parlamento a dicembre, in teoria avrebbe i numeri necessari per fare passare la sua bozza di accordo con la UE sulla Brexit o, in alternativa, per uscire dalla UE senza accordo. In ogni caso, l’incertezza che regna sovrana dal 2016 starebbe per concludersi o almeno è quello che da ieri hanno iniziato seriamente a scontare i mercati.

Sterlina su, salgono le quotazioni di Johnson

La sterlina guadagna quest’anno più dell’1% contro il dollaro e del 4% contro l’euro. A dire il vero, ieri ha beneficiato anche dei dati inaspettatamente positivi sul pil britannico, in crescita nel terzo trimestre dello 0,3%, schivando così la recessione, dato che nel secondo trimestre risultava in calo congiunturale dello 0,2%.

Su base annua, si è espanso dell’1%, il dato più debole dal ritorno alla crescita nel 2010. I Tories sono ininterrottamente al governo dal 2010, ma fino al 2015 hanno dovuto coabitare con i Liberaldemocratici e dal 2017 hanno avuto bisogno del sostegno del Democratic Union Party, il partito unionista nord-irlandese, per ottenere la maggioranza assoluta dei seggi alla Camera dei Comuni.

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Se l’aiuto di Farage si rivelasse utile come da attese, la destra UK tornerebbe a governare senza bisogno di alleanze in Parlamento e ciò renderebbe il quadro politico a Londra meno convulso. Il Brexit Party per i sondaggi otterrebbe circa il 13-14% su base nazionale e i suoi candidati sarebbero spesso testa a testa con i conservatori nei collegi in cui Farage ha annunciato che non correrà. Ecco spiegate le ragioni del rinvigorimento delle quotazioni dei Tories per la conquista della maggioranza assoluta e della sterlina sulla prospettiva sempre meno probabile dell’ingresso di Corbyn a Downing Street.

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