Brexit: sterlina ai massimi da fine settembre contro l’euro, ma i rischi restano

La sterlina ha segnato importanti guadagni contro l'euro dalle elezioni USA, ma sono tutt'altro che solidi. La Germania avverte Londra: scordatevi una Brexit morbida.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
La sterlina ha segnato importanti guadagni contro l'euro dalle elezioni USA, ma sono tutt'altro che solidi. La Germania avverte Londra: scordatevi una Brexit morbida.

La sterlina ha guadagnato il 3,7% contro l’euro dalle elezioni USA ad oggi, attestandosi a un cambio di 0,8580, ai massimi da fine settembre, rimanendo sostanzialmente agli stessi livelli contro il dollaro, nonostante questo abbia guadagnato mediamente il 4% contro le principali valute dall’8 novembre scorso. Il rally delle ultime sedute, scaturito dalla vittoria a sorpresa di Donald Trump in America, si è arrestato, però, venerdì scorso, quando la valuta britannica ha perso circa un terzo di punto percentuale contro la moneta unica sulle dichiarazioni rese dal ministro delle Finanze tedesco a proposito della Brexit.

Wolfgang Schaeuble ha escluso che al Regno Unito possa essere concesso un atteggiamento di favore sulle trattative per uscire dalla UE, sostenendo che la libertà di movimento delle persone viaggia di pari passo a quella di accesso al mercato comune, per cui se Londra non l’accetta, dovrà perdere il cosiddetto “passaporto finanziario”, ossia la possibilità per le sue istituzioni finanziarie di operare automaticamente anche nel resto della UE. (Leggi anche: Brexit, Trump opportunità o rischio?)

Londra conferma: entro marzo richiesta di Brexit

Non solo, il maggiore rappresentante del governo tedesco, dopo la cancelliera Angela Merkel, avverte che i britannici saranno costretti a sostenere forse finanche al 2030 spese di compartecipazione a programmi comunitari, che essi stessi hanno firmato e di cui fanno parte.

Per tutta risposta, il premier Theresa May ha confermato che i piani per chiedere l’uscita dalla UE a Bruxelles sono in corso e che l’attivazione della clausola contenuta nell’art.50 del Trattato di Lisbona ci sarà entro il mese di marzo. Un modo per segnalare ai tedeschi, oltre agli altri partner europei, che Londra non avrebbe intenzione di perdere tempo, né di indietreggiare sulla Brexit. (Leggi anche: Brexit, Londra chiude agli immigrati UE)

 

 

 

Germania non può permettersi atteggiamento morbido

La posizione della Germania è di molto mutata nel corso dei mesi. All’inizio, subito dopo il referendum sul divorzio con l’Europa, la Merkel aveva auspicato un negoziato morbido con Londra, sostenendo che sarebbe stato nell’interesse reciproco delle parti non addivenire a una separazione dolorosa. Tuttavia, le pressioni del presidente francese François Hollande, che teme che ciò avvantaggi gli euro-scettici del Fronte Nazionale alle elezioni dell’anno prossimo, hanno spinto Berlino a un atteggiamento più brusco.

La vittoria di Trump è stata percepita dai mercati come un tonificante per il Regno Unito post-Brexit, che potrebbe così fare leva sul prezioso alleato aldilà dell’Atlantico, specie considerando che il presidente eletto si è sempre espresso in favore dell’addio di Londra a Bruxelles. Detto ciò, il clima pre-elettorale nella UE non fa sperare in un avvicinamento delle posizioni con il governo May prima di un anno. La sterlina non potrà che risentire di questo saliscendi degli umori politici. I guadagni delle ultime sedute sarebbero tutt’altro che solidi. (Leggi anche: Brexit, sterlina rialza la testa con elezioni USA)

 

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Brexit, Economie Europa