Brexit sarà hard, ma la sterlina guadagna il 3% in un mese

Sterlina sopra 1,25 contro il dollaro, nonostante Londra abbia aperto ieri la strada a una "hard" Brexit. In un mese, il cambio ha guadagnato il 3%.

di , pubblicato il
Sterlina sopra 1,25 contro il dollaro, nonostante Londra abbia aperto ieri la strada a una

Un passo in avanti nella direzione della cosiddetta “hard Brexit” è stato compiuto ieri a Londra, quando la House of Commons, la Camera dei deputati del Regno Unito, ha approvato a larghissima maggioranza (494 voti favorevoli e 122 contrari) la legge presentata dal governo May per ottenere l’autorizzazione ad attivare l’uscita dalla UE, attraverso la clausola contenuta nell’art.50 del Trattato di Lisbona. Sono stati respinti anche diversi emendamenti, con cui gli oppositori della Brexit intendevano tutelare i diritti dei cittadini della UE. E la sterlina si è stabilizzata ulteriormente sopra il cambio di 1,25 contro il dollaro, nonostante vi siano tutte le premesse formali per un negoziato duro tra Londra e Bruxelles, che possa mettere a rischio la permanenza della prima anche nel mercato comune. (Leggi anche: Investire nella sterlina a medio termine potrebbe regalare soddisfazioni)

La legge deve passare ora al vaglio della Camera dei Lords, dove i sentimenti prevalenti sarebbero più favorevoli alla UE, ma che non essendo eletta dai britannici (è di nomina regia), non dispone dell’autorevolezza per potere contrastare una decisione così importante assunta dai deputati, rischiando altrimenti l’abolizione per via del furore popolare che un loro intralcio alla Brexit scatenerebbe nel paese. La firma di Sua Maestà, la Regina Elisabetta II, è attesa entro il 7 marzo, in tempo per consentire alla May di attivare la clausola per la Brexit entro il mese prossimo.

Trump in soccorso della Brexit

Il clima politico è rovente, ma soprattutto a sinistra, dove il ministro del governo-ombra laburista, Clive Lewis, si è dimesso dalla carica, in polemica con la scelta del leader Jeremy Corbyn di appoggiare la legge per l’uscita del Regno Unito dalla UE, sintonizzandosi con il responso delle urne di otto mesi fa.

Lo stesso segretario ha dovuto smentire di volersi dimettere, dopo che per ore si era diffusa la notizia di una sfida aperta alla sua leadership all’interno del partito. (Leggi anche: Hard Brexit, Londra fuori anche dal mercato comune: boom sterlina)

Il governo May può approfittare delle debolezze politiche della UE e del sostegno dell’amministrazione Trump, disponibile a concedergli in tempi brevi un accordo commerciale per fare della Brexit un caso di successo e magari attirare fuori dalla UE altri paesi. D’altra parte, la Commissione europea mostra le unghia e quest’oggi ha dichiarato ammissibile la richiesta del First Minister scozzese, Nicola Sturgeon, di continuare a restare legata al Vecchio Continente, magari anche solo in relazione al mercato comune.

La sterlina guadagna il 3% nell’ultimo mese

Di fatto, Bruxelles sfida l’integrità territoriale britannica, un po’ come se decidesse che il Veneto possa restare nella UE, mentre il governo nazionale italiano decidesse di uscirne. Ci sarebbero già abbastanza tensioni per prevedere tensioni, ma resta il fatto che la sterlina abbia guadagnato in un mese il 3% e negli ultimi quattro mesi si sia mossa nel range 1,20-1,27, anche se diversi analisti ritengono che sia destinata a scivolare a 1,20 entro la metà dell’anno, quando le trattative sulla Brexit inizieranno a concretizzarsi.

Tuttavia, fare previsioni appare quanto mai azzardato. Bank of America profetizza un movimento sopra 1,30, nel caso in cui un accordo tra Londra e Bruxelles fosse trovato prima dell’uscita effettiva del Regno Unito dalla UE, ma avverte che nel caso contrario potremmo assistere a una discesa fino a 1,10. D’altra parte, l’economia britannica continua a sorprendere positivamente e l’inflazione attesa al 2,7% a fine 2017 autorizza a pensare che la Bank of England prima o poi possa alzare i tassi, prospettiva che starebbe sostenendo il cambio. (Leggi anche: Brexit, economia UK cresciuta del 2%)

 

 

Argomenti: ,