Brexit, mercati premiano la ritrovata (si spera) stabilità politica a Londra

La fine della crisi politica a Londra ha rinvigorito la sterlina e spinto la City ai massimi da quasi un anno. I bond ripiegano.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
La fine della crisi politica a Londra ha rinvigorito la sterlina e spinto la City ai massimi da quasi un anno. I bond ripiegano.

La corsa per la successione al premier David Cameron sarebbe dovuta durare un altro paio di mesi, se non fosse che all’inizio di questa settimana, una delle due candidate rimaste in gara, il ministro dell’Energia uscente, Andrea Leadsom, dopo il voto preliminare dei deputati Tories, annunciasse il suo ritiro, non avendo grosse probabilità di prevalere alle primarie indette per settembre. A questo punto, era evidente che al numero 10 di Downing Street sarebbe arrivata Theresa May, fedelissima di Cameron, contraria alla Brexit nel corso della campagna referendaria, nonostante abbia promesso di rispettare l’indicazione degli elettori. A sorpresa, lunedì sera il premier ha annunciato per ieri il cambio della guardia alla guida del governo.

I mercati hanno apprezzato l’accorciamento dei tempi della crisi politica, anche se già il venerdì scorso sembrava molto probabile che si sarebbe arrivati a una vittoria quasi scontata della May. Ma questo apparente ritorno alla stabilità, questo assaggio di “normalizzazione” della vita politica britannica dopo settimane di estrema confusione, quanto valgono nel concreto.

Salgono borsa e rally sterlina

La Borsa di Londra sta reagendo bene al rientro veloce della crisi di governo e ha guadagnato dall’inizio di questa settimana l’1,7%, salendo ai massimi dall’agosto dello scorso anno. Dal referendum sulla Brexit ad oggi, i guadagni sfiorano il 6%.

Rally della sterlina, che contro il dollaro ha guadagnato oltre il 2% dalla fine della settimana scorsa e quasi il 2% contro l’euro. Il bilancio dalla Brexit resta negativo, ma quanto meno il cambio sembra avere arrestato la caduta.

 

 

 

Bond UK ripiegano sui minori rischi percepiti

Un andamento contrario lo stanno avendo, invece, i bond del Regno Unito. I titoli di stato a 10 anni emessi da Londra rendono un paio di punti base in più questa settimana, pur risultando più che dimezzati con la Brexit, mentre sulla scadenza biennale si registra una crescita di qualche bp.

Alla base di questo trend apparentemente contraddittorio ci sarebbe il minore rischio percepito dai mercati, grazie al venir meno della confusione politica. Avendo funto da assets sicuri in questa fase, i bond britannici adesso ripiegano un po’, pur mostrandosi ai massimi storici.

 

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Argomenti: bond sovrani, Brexit, Economie Europa